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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2009

Quello che sono

La mia vita in fondo oggi mi va bene così com’è.
Sono indipendente, autosufficiente.
Sono in salute, mi diverto, amo e sono riamata.
Sono single, vivaddio!
Ma c’è qualcosa che mi infastidisce, qualcosa che non riesco a sopportare ogni giorno della mia vita. Una cosa insostenibile. Altrimenti non si spiegherebbe la continua voglia di fuga (anche attraverso le abbuffate) , la stanchezza esagerata, la non voglia di andare avanti. Credevo fosse il viaggio in auto di ogni giorno per recarmi al lavoro.
Invece non è quello. Credo di essere arrivata alla conclusione, mio malgrado, e con tutto il rincrescimento del caso, che si tratti dell’ufficio. Non resisto nel restare qui seduta, inchiodata alla scrivania, fingendo di interessarmi a un lavoro che non mi interessa affatto. E’ ancora più brutto perché mi rendo conto di stare sputando nel piatto in cui mangio, ma non posso farci niente. È come un fremito che mi percorre mentre me ne sto qui seduta. Non posso immaginare che continui così per tutta …

Ora vi racconto.......

Anno nuovo vita nuova, invece io sono ancora nel vecchio ufficio, presso il vecchio cliente.
Con l’inizio dell’anno nuovo ho compiuto proprio un anno qui.
Questa cosa ha dell’incredibile.
Penserete forse che è per via dei tempi che corrono e dello spettro del precariato ?
Nooooo
Forse perché un consulente come me solitamente segue progetti di durata minore?
Nooooooo
La stranezza di questa lunga presenza è dovuta proprio al luogo, all’ambiente. Quando arrivai qui un anno fa mi dissi che sarei riuscita a resistere solo pochi mesi prima di scappare in un modo o nell’altro. Invece ho resistito e devo dire che seguendo la regola dell’adattamento della specie, mi sono abbastanza adattata a sopravviverci qui, e ho anche trovato un certo diletto nell’osservazione degli esemplari che mi circondano, miei colleghi o clienti.
Non riuscireste mai a credere quale campionario di umanità mi circonda.