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IO sono IO

Ho preso una decisione…..beh insomma, più che altro ho capito una cosa.
No due.
Primo: non è possibile che le tue amiche abbiano paura di te. Credo che le amiche dovrebbero amarti , odiarti, litigare con te…ma non avere paura……e nemmeno compassione. L’affetto è un’altra cosa…..
Questa mattina, dopo 36 ore di black out, ho deciso di mandare un sms alla mia amica S con cui ho discusso l’altra sera e lei mi ha richiamata. Poteva rispondere con un semplice sms ma ha voluto chiamarmi forse per farmi capire che aveva voglia di sentirmi…..o forse per paura che nel caso di un sms io potessi pensare che aveva un atteggiamento ‘freddo’ nei miei confronti……..la verità non la saprò mai.
Forse queste sono solo mie ‘seghe mentali’, in realtà se mi ha chiamata è perché voleva sentirmi e basta. Però io non posso fare a meno di pensare……a lei e alle altre, a questa forma di amicizia……che io ho sempre considerato come la mia famiglia, le mie radici, un punto di riferimento per me.

IO sono quella che ha dedicato la sua tesi ai suoi amici, quella che ha comprato un divano letto per poter ospitare gli amici in trasferta quando vivevo lontano, quella che …..rabbrividiamo……ha creduto di poter costruire la sua vita ritornando alle origini, alla vita di provincia, per poter stare vicina a quello che considerava le sue radici: gli amici.
Ma IO dentro di me sapevo….dovevo saperlo, dovevo ricordarmi che IO me ne ero andata da tutto questo. Mi ero sposata con l’idea che un giorno sarei andata a vivere in una grande e bella città che è…..un sogno sulla terra. Ho sposato un uomo che viveva lontano senza battere ciglio, anzi felice che lui non appartenesse a quel mondo mentalmente ristretto e privo di stimoli in cui ero cresciuta sentendomi un pesce fuor d’acqua.
Come ho potuto dimenticarmi di me stessa???
Ma l’ho fatto…..ci sono cascata di nuovo e ci sono cascata anche ora , dopo la separazione. La mia fragilità emotiva mi ha fatta inesorabilmente scivolare di nuovo nel baratro…..il ricatto emotivo praticato da me verso…..me!
Secondo: dovrei farmi forte degli affetti, cioè delle persone che mi vogliono bene. La mia famiglia per esempio, la famiglia che rifiuto da una vita e che da una vita mi sostiene e mi incoraggia e mi vuole bene anche se forse non come vorrei io. Perchè non riesco/riuscivo a vedere quello che avevo davanti?

Mio padre: ci ho messo tutta la vita per iniziare ad accettarlo con tutti i suoi enormi difetti, ma è l’unica persona che il giorno del mio matrimonio guardandomi commosso mi ha chiesto ‘sei felice?’
Mia madre: burbera e rigida come pochi ma forrte ed esemplare come nessun altro; un vero esempio di dedizione alla sua famiglia.
Mia sorella n.1: ieri sera sono stata a cena da lei e con lei ho potuto parlare di tutto. Certo ha dei limiti, come tutti, ma io ho capito che mi vuole davvero bene e per questo a volte è un po’ opprimente. Credo che dopo mia madre sia la persona che mi ha aiutata di più da quando ho avuto mio figlio e continua a farlo e sono certa che continuerà a farlo.
Mia sorella n.2: la persona che ho inseguito e invidiato per tutta la vita, certa che non capisse e non ricambiasse il mio affetto. Ho sempre desiderato essere come lei ma non è possibile perché siamo due persona estremamente diverse ed anche se non è molto presente nella mia vita lei ci prova, lo so che ci prova davvero. Ora so che non posso essere al primo posto per lei perché in realtà nessuno è al primo posto per lei.
Cos’altro mi resta? Chi altro mi può amare al mondo quando ho già ben 4 persone che mi amano così tanto? Perché ho passato la vita intera o almeno ¾ di essa a cercare altrove quello che avevo già? Non vedevo quello che avevo perché non facevo altro che pensare di essere l’ultima ruota del carro per tutti. Osservavo e vedevo i rapporti affettivi tra gli altri e non riuscivo a vedere quelli nei miei confronti. E solo perché io….non vedevo me stessa. Volevo solamente, ad ogni costo, essere chiunque altro.
E allora forse basta che io rimetta ogni cosa al posto giusto…incasellando ognuno al suo posto. Gli amici al posto degli amici, gli affetti al posto degli affetti.
E poi andrò a vivere in quella magica città che amo…..perchè se non lo faccio passerò tutta la vita a chiedermi: “Cosa sarebbe successo se ci fossi andata?”.

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