venerdì 31 agosto 2007

Auto in fuoristrada

Oggi voglio aprire un dibattito, o meglio riaprire perchè si tratta di una questione annosa anche se dei nostri tempi recenti, già trita e ritrita in ogni forma mediatica.
Perchè il modello più diffuso di auto è il fuoristrada, o presunto tale (il famoso SUW)?
Molte persone sono succubi del fascino di queste automobili, ed io mi metto a capo della lista visto che da sempre la 'jeep' ha esercitato su di me un fascino incredibile. Dalla mia, per giustificarmi, però devo dire che io sono nata e cresciuta in campagna, ho guidato trattori ed ammirato le possibilità che un macchinario può dare per aiutare l'uomo. per me il fuoristrada rappresenta la forma di mezzo di locomozione per eccellenza, cioè quello che ti permette di andare ovunque e con qualunque condizione atmosferica (per esempio con neve e ghiaccio).
Ma mentre giustifico il mio personale interesse, non capisco quello di persone che vivono ed hanno sempre vissuto in una città di pianura....boh?
E poi c'è l'altra categoria che mi incuriosisce ulteriormente: i neo-genitori.
L'altra mattina ho avuto modo di vedere arrivare sul lavoro il mio rifornitore di metano di fiducia (già...la mia auto va a metano!) e questo, padre da meno di un anno, arriva con un meraviglioso fuoristrada fiammante marchiato mercedes!! Ho subito collegato l'auto al figlio, non so perchè. Forse esagero, ma secondo me è una mania che ha preso diverse persone. Quando uno diventa genitore vuole un'auto spaziosa e sicura per trasportare il pargolo e quale auto è più sicura di un fuoristrada? Forse parlo per invidia, ma che valore aggiunto da' un'auto costosa e ingombrante al volersi prendere cura del proprio figlio?
Che poi magari lo si usa solo in città o solo per brevi spostamenti, amgari per andare a prendere i figli a scuola (e chiunque si sia mai trovato in un ingorgo davanti ad una scuola nell'ora di uscita, può capirmi). Pensate a quanto spreco di spazio, di carburante e di conseguenza di inquinamento.
Così si vedono suw e fuoristrada di marca e foggia improbabili......magari alcuni di quelli non sarebbero in grado di superare un percorso sterrato di minima pendenza su un terreno asciutto. Magari molti di quelli non sarebbero in grado di superare un percorso sterrato di minima pendenza su un terreno asciutto per incompetenza del pilota. Credo che la maggior parte delle persone (e aimè quasi tutt donne) che usano queste auto non sia a conoscenza delle effettive potenzialità del mezzo , tipo 'ma quella levetta lì a cosa serve?' 'non so, non l'ho mai usata!'.
Credo di aver avuto migliori performance automobilistiche quando superavo le salite in curva del mio paesello coperte da 1/2 metro di neve con la fiat 126 di mio padre (e sfido chiunque a dire che 500 e 126 non avessero grandi risorse in questi casi.......chi sa che è vero sa anche il perchè).
Quindi per ora me ne vado a spasso con la mia auto usata con impianto a metano, sospirando di fronte ad un Land Rover Defender e sognando il giorno in cui potrò ritirarmi a vivere in una casetta sulla collina, raggiungibile solo con quell'auto, quando potrò permettermi anche di non lavorare per vivere......
Ma sognare aiuta a vivere meglio?????? (mmmmmmmmm)

venerdì 24 agosto 2007

13 luglio 2007

Eccomi qui.....è passato un anno.
Un anno da quando tu mi hai detto 'forse è meglio che ci separiamo così ognuno si fa gli affari suoi'.
Un anno da quando abbiamo preso la decisione di separarci.....
Io voglio fare il punto della situazione, credo che sia giusto farlo. E' stato un anno pesante, difficile, lunghissimo.......sono successe mille cose........
Ho provato a scriverti mille volte prima di allora, nell'anno precedente, dopo averti confessato il mio tradimento in quella maledetta sera su al ristorante. Ho provato mille volte a scriverti per spiegarti cosa fosse succcesso, cosa mi stava succedendo , perchè l'avevo fatto, quanto soffrivo per averti fatto soffrire, a te che non te lo meritavi. ma ogni volta che ci provavo poi tutto falliva miseramente, e forse avrei dovuto insistere nonostante i tuoi silenzi, avrei dovuto continuare.....ma la mia insicurezza mi bloccava.
Ho provato a scriverti ancora mille volte dopo quella decisione.....dopo quel maledetto 13 luglio in tribunale quando la mia scelleratezza ha toccato il fondo firmando per la mia libertà quando assolutamente dentro di me non lo volevo: ora lo so perchè quel giorno stavo male, tanto male, ma non capivo perchè stavo così male. L'ho capito solo dopo, grazie all'aiuto di una persona capace di lavorare con il dolore, solo dopo.....quando è iniziata una nuova fase della mia vita......dopo il dolore immenso che ho provato il giorno che ti ho visto partire per le vacanze con nostro figlio e ti ho ferito con tutta la disperazione di qualcuno che si sente affogare e non ha appigli........ quel giorno sono stata molto dura con te, ti ho detto cose terribili: lo so bene e me le ricordo, credo che non le dimenticherò mai. Mi dispiace molto averti ferito ma......ero esplosa. Era esploso il dolore, la rabbia, la solitudine, l'amore, l'abbandono, la verità: amavo te e amavo mio figlio. Voi due al di sopra di tutto e di tutti. Ora il mio cuore l'aveva capito......restava il problema di spiegarlo a me stessa.....e a voi.......
Da allora. Era troppo tardi. Eravamo già stati in tribunale, avevo già firmato la mia condanna di separazione da chi amo. Certo, non da E., lui sta con me e sarà così sempre. Ma tu no.
Dopo aver preso coscienza di amarti ancora mi son detta che il tempo mi avrebbe aiutata, insieme alla terapia psicologica, a cambiare e a rimettere le cose a posto...ho pazientato ed ho iniziato a tentare di scriverti, in un quaderno, le mie riflessioni. Te l’avrei dato per Natale, e forse ti avrebbe aiutato a capire cosa mi era successo e a rivedere la tua idea. Ma non sono riuscita ad andare oltre le prime pagine perchè vedevo che con il passare del tempo le cose tra noi comunque peggioravano...eri sempre più distante......forse frequentavi altre donne.....mi avevi completamente esclusa dalla tua vita. Ho deciso di parlarti, da persona adulta quale dovevo essere, invece di scriverti. Ma io non sono brava a parlare e il discorso che ne è uscito quando ti parlai a inizio anno era un po' goffo mentre ti chiedevo di darmi una possibilità......ancora una possibilità.....e tu che cadevi dalle nuvole, non volevi saperne, mi dicevi 'eh no.....ormai abbiamo preso la decisione di separarci ed è una cosa importante' come se fosse la tua firma o quella del giudice un valore da onorare....indissolubile, un muro tra noi che non si poteva proprio intaccare. Invece io ci credevo, ho creduto che potesse esserci una via ricominciando ad uscire insieme, a vederci, sono venuta fino a Torino solo per passare un paio d'ore con te, soli, lontano da lavoro e impegni e un figlio che monopolizza l'attenzione. Un paio d'ore scavate a fatica tra lavoro, casa, figlio, stanchezza, tutti i km che faccio ogni giorno......e lo rifarei oggi e domani ancora. Per me una separazione non è una cosa indissolubile......in effetti non lo è.
Sono passati mesi e mesi da allora......ho provato a parlarti ancora un paio di volte: la prima volta hai creduto che usassi nostro figlio per smuoverti e riportarti verso di me e la cosa mi ha ferita e non poco perchè credo che tutto si possa dire di me ma non che sono impocrita e calcolatrice. Ti ho detto che volevo ritornare con te da sempre, da prima del tribunale e già allora tu mi dicesti che pensavi che io lo facessi per non dover rinunciare alla sicurezza economica che tu mi davi (impossibile, visto anche che praticamente mi mantengo da sola da quando viviamo separati.....più di due anni ormai), poi hai creduto che lo facessi per convenienza facendo leva su nostro figlio....ma che persona credi che io sia? Non mi conosci più? Non ti ricordi nemmeno chi sono? Sono Jo, la donna che ti amava tanto da precipitarsi a Torino per stare due ore con te in ospedale senza nemmeno poterti abbracciare decentemente perchè eri impiastrato di creme curative. Sono la Jo che si è presa cura della tua malattia ogni volta che ne hai avuto bisogno, che ti ha incoraggiato portandoti a reggio emilia per una visita, che ti ha appoggiato quando hai cambiato lavoro e iniziato questa vita straimpegnata da manager, che ti ha aiutato a comprare la moto dei tuoi sogni ben felice di farlo, che per anni ha cercato lavoro a Torino per poter venire a vivere nella tua città (puoi crederci o no, ma è così: rinunciai solo perché vedevo che non riuscivo a trovare un impiego).
L'ultima volta che abbiamo parlato, al telefono, finalmente hai tirato fuori tutto: non mi ami più e non metti nemmeno in conto l'idea di un tentativo con me perchè hai sofferto troppo e non vuoi più rischiare. Ti ho fatto soffrire...ti ho ferito enormemente.......
Io credo che un animale ferito scappi nella tana e non ne esca finchè le ferite non sono guarite. Io credo che un animale ferito pianga....urli......diventi cattivo, pericoloso.
Tu non vuoi più parlare e confrontarti, perchè mi dici che ormai è passato del tempo, ma io credo che non sia passato tanto tempo....un anno....due anni....non sono nulla nella vita di una persona.....
Io penso che l'errore che entrambi abbiamo commesso sia stato quello di non parlare al momento in cui i fatti sono accaduti.....dua nni fa.....un anno fa...... Il mio errore è stato sicuramente quello di assecondare i tuoi silenzi. Il silenzio ingigantisce i prolemi, li moltiplica, crea incomprensioni, distanze, e noi non avevamo bisogno di altra distanza avendo già quella fisica tra di noi. Il resto l'ha fatto il maledetto (non lo maledirò mai abbastanza) ristorante che ha deteriorato i nostri rapporti in un momento tanto delicato. Avevamo appena avuto un bambino e questo è un cataclisma che mette in pericolo almeno un matrimonio su due, inoltre ci siamo tolti il tempo per stare soli, la nostra intimità, il riposo, la serenità......siamo solo due esseri umani, come potevamo affrontare tutto questo ed uscirne vincenti??? Tu ti sei allontanato sempre di più......le telefonate sono diventate sempre più brevi.....ed io mi sentivo così tanto sola. Sola ad affrontare il ciclopico compito di essere madre, di cercare di tornare ad essere una donna, di emanciparmi dalla mia famiglia che mi opprime, di capire cosa ero diventata e così mi sono persa. Ho perso me stessa perchè non ero in grado di affrontare da sola tutto quello che mi stava davanti.
Non è una giustificazione, non vuole esserlo. I sensi di colpa che ho per quello che ho fatto mi accompagnano e mi accompagneranno con o senza il tuo perdono e la tua comprensione. ci devo fare comunque i conti io. Serve solo a spiegarti cosa è successo. Lo faccio con due anni di ritardo.....beh meglio tardi che mai, e così almeno non avrò lasciato nulla di intentato, non voglio lasciare nulla di non chiarito di non detto , di non tentato. Io sono così: sono sincera e non ho paura di assumermi le mie responsabilità e non ho paura di esprimere quello che sento. Ed io sento che ti amo. Anche se provo a convincermi che doveva andare così, anche se cerco di pensare che forse è meglio così, anche se ho mille difetti e tu duemila, continuo a provare quello che provo e non posso non ascoltarlo. Ti penso in continuazione e ripenso ai mille momenti belli passati insieme. Ripenso alla foto ridicola che ti avevo fatto affacciato dalla porta del bagno con la faccia assonnata. Ripenso alle prime settimane di vita di Edoardo quando lo facevamo addormentare insieme ogni sera nella culla improvvisata con la carrozzina. Ripenso a te in discoteca che mentre balli apri la camicia e sotto c'è la maglietta con Taz... Ripenso alle vacanze in grecia e alla cena sulla spiaggia, a quando abbiamo fatto l'amore in mare, all'arrivo nell'aeroporto surreale. Ripenso alle tue improvvise passioni per i rollerblade, ai week end con moto e tenda che regolarmente finivano sotto l'acqua, alle giornate passate a cucinare per gli amici o i parenti, agli aperitivi con Edoardo nel passeggino. Questa poteva essere la nostra vita.....potrebbe esserlo ancora. Non eravamo perfetti....non lo siamo.....siamo umani. Io sto cercando di migliorarmi e lo stai facendo anche tu. Forse tutto questo ci è servito per capire cosa sbagliavamo e correggerci. certo è grave, è una cosa grossa. ma io credo....io sento.....che noi ci vogliamo ancora bene. Che tu mi vuoi ancora bene. Lo so, lo sento. Sento che hai paura. Hai paura di riprovare con una persona con cui una volta è andata male. Hai paura di riprovare e che tutto salti all'aria ancora tra qualche anno. Quanti? 2? 3? 5? 10? 20? Non possiamo saperlo. E se saltasse tutto tra 20 anni? Non ne sarebbe valsa comunque la pena? Sarebbero stati 20 anni felici. Io so che una seconda separazione sarebbe ancora più dolorosa, ma so anche che siamo cambiati, che possiamo stare molto bene insieme se solo ce ne diamo l'opportunità. Io credo in noi due.
Abbiamo così tante cose in comune!! La pensiamo allo stesso modo in politica....ci appassioniamo per una novità tecnologica, per una nuova canzone, per un libro, per un film, un viaggio. Quanti viaggi volevamo fare insieme? Facciamone uno insieme, noi due soli, o con E., andiamo da qualche parte insieme per fare una prova. Abbiamo gusti in comune per un sacco di cose, tra cui per le persone. Ci piacciono le persone vere, oneste, sincere, ridicole, odiamo gli ipocriti e i falsi.
Ricordo il nostro primo incontro......il 13 febbraio......lo ricordo minuto per minuto. Una giornata indimenticabile che poteva rimanere semplicemente una bella giornata indimenticabile.....e invece è stata magicamente l'inizio di tutto, l'inizio di un rapporto meraviglioso in cui più ci conoscevamo e più stavamo bene insieme......
Sei sempre stato molto premuroso con me, forse anche troppo….ma tu sei così, è la tua indole. Sei premuroso con tutte le persone a cui vuoi bene…..lo sei ancora oggi con me nonostante tutto. Ma è anche vero che non sei esattamente una persona influenzabile, tutt’altro. Sei testardo e chiuso e prendi le tue iniziative da solo. Per tanto tempo ho creduto di essere stata io a renderti troppo servizievole con me e troppo ‘legato’, ma ora mi rendo conto che era la tua volontà a portarti verso quella specie di dipendenza esagerata. Forse avremmo dovuto discutere di più per conoscerci meglio ma entrambi per indole e per trascorsi personali non abbiamo mai amato le discussioni così i silenzi hanno scavato dentro di noi. Tacevamo per renderci felici a vicenda e ci sentivamo ogni volta più soli. Ma all’inizio non era così. Forse avremmo dovuto aspettare più tempo prima del matrimonio. Sicuramente non avremmo dovuto buttarci nell’impresa del ristorante. Ma ora è finita, ora torneremo ad una vita più normale. Possiamo parlare…..se vogliamo farlo.
Ma tu non vuoi, continui a dire che è passato del tempo. E’ vero, è passato tempo, forse tanto, ma domani sarà passato ancora più tempo……eppure quello che provo non è cambiato nel tempo, non cambia…..quindi oggi scrivo per non aspettare ancora di più.

giovedì 23 agosto 2007

IO sono IO

Ho preso una decisione…..beh insomma, più che altro ho capito una cosa.
No due.
Primo: non è possibile che le tue amiche abbiano paura di te. Credo che le amiche dovrebbero amarti , odiarti, litigare con te…ma non avere paura……e nemmeno compassione. L’affetto è un’altra cosa…..
Questa mattina, dopo 36 ore di black out, ho deciso di mandare un sms alla mia amica S con cui ho discusso l’altra sera e lei mi ha richiamata. Poteva rispondere con un semplice sms ma ha voluto chiamarmi forse per farmi capire che aveva voglia di sentirmi…..o forse per paura che nel caso di un sms io potessi pensare che aveva un atteggiamento ‘freddo’ nei miei confronti……..la verità non la saprò mai.
Forse queste sono solo mie ‘seghe mentali’, in realtà se mi ha chiamata è perché voleva sentirmi e basta. Però io non posso fare a meno di pensare……a lei e alle altre, a questa forma di amicizia……che io ho sempre considerato come la mia famiglia, le mie radici, un punto di riferimento per me.

IO sono quella che ha dedicato la sua tesi ai suoi amici, quella che ha comprato un divano letto per poter ospitare gli amici in trasferta quando vivevo lontano, quella che …..rabbrividiamo……ha creduto di poter costruire la sua vita ritornando alle origini, alla vita di provincia, per poter stare vicina a quello che considerava le sue radici: gli amici.
Ma IO dentro di me sapevo….dovevo saperlo, dovevo ricordarmi che IO me ne ero andata da tutto questo. Mi ero sposata con l’idea che un giorno sarei andata a vivere in una grande e bella città che è…..un sogno sulla terra. Ho sposato un uomo che viveva lontano senza battere ciglio, anzi felice che lui non appartenesse a quel mondo mentalmente ristretto e privo di stimoli in cui ero cresciuta sentendomi un pesce fuor d’acqua.
Come ho potuto dimenticarmi di me stessa???
Ma l’ho fatto…..ci sono cascata di nuovo e ci sono cascata anche ora , dopo la separazione. La mia fragilità emotiva mi ha fatta inesorabilmente scivolare di nuovo nel baratro…..il ricatto emotivo praticato da me verso…..me!
Secondo: dovrei farmi forte degli affetti, cioè delle persone che mi vogliono bene. La mia famiglia per esempio, la famiglia che rifiuto da una vita e che da una vita mi sostiene e mi incoraggia e mi vuole bene anche se forse non come vorrei io. Perchè non riesco/riuscivo a vedere quello che avevo davanti?

Mio padre: ci ho messo tutta la vita per iniziare ad accettarlo con tutti i suoi enormi difetti, ma è l’unica persona che il giorno del mio matrimonio guardandomi commosso mi ha chiesto ‘sei felice?’
Mia madre: burbera e rigida come pochi ma forrte ed esemplare come nessun altro; un vero esempio di dedizione alla sua famiglia.
Mia sorella n.1: ieri sera sono stata a cena da lei e con lei ho potuto parlare di tutto. Certo ha dei limiti, come tutti, ma io ho capito che mi vuole davvero bene e per questo a volte è un po’ opprimente. Credo che dopo mia madre sia la persona che mi ha aiutata di più da quando ho avuto mio figlio e continua a farlo e sono certa che continuerà a farlo.
Mia sorella n.2: la persona che ho inseguito e invidiato per tutta la vita, certa che non capisse e non ricambiasse il mio affetto. Ho sempre desiderato essere come lei ma non è possibile perché siamo due persona estremamente diverse ed anche se non è molto presente nella mia vita lei ci prova, lo so che ci prova davvero. Ora so che non posso essere al primo posto per lei perché in realtà nessuno è al primo posto per lei.
Cos’altro mi resta? Chi altro mi può amare al mondo quando ho già ben 4 persone che mi amano così tanto? Perché ho passato la vita intera o almeno ¾ di essa a cercare altrove quello che avevo già? Non vedevo quello che avevo perché non facevo altro che pensare di essere l’ultima ruota del carro per tutti. Osservavo e vedevo i rapporti affettivi tra gli altri e non riuscivo a vedere quelli nei miei confronti. E solo perché io….non vedevo me stessa. Volevo solamente, ad ogni costo, essere chiunque altro.
E allora forse basta che io rimetta ogni cosa al posto giusto…incasellando ognuno al suo posto. Gli amici al posto degli amici, gli affetti al posto degli affetti.
E poi andrò a vivere in quella magica città che amo…..perchè se non lo faccio passerò tutta la vita a chiedermi: “Cosa sarebbe successo se ci fossi andata?”.

mercoledì 22 agosto 2007

Back to reality

Eccomi tornata dalle ferie….che per quanto lunghe sono sempre troppo brevi e comunque sono una tortura perché ti fanno assaporare il gusto della libertà.
In queste settimane mi sono goduta la meravigliosa compagnia del mio cucciolo e sono stata ‘orfana’ dei miei coach…….e così ho fatto le cose di testa mia.
Credo di aver fatto tante cose belle …..e anche tanto casino. Ero convinta di essere riuscita a raggiungere un punto in cui riuscire a fregarmene di quello che le persone pensano di me, intendo le persone vicine, gli affetti. Ero convinta di riuscire ad amare le persone indipendentemente dalla loro presenza e dal tempo dedicatomi. Ma ieri mi sono resa conto che forse non è così. Ho così tanta voglia di stare con qualcuno che alla fine pretendo che gli altri ci siano per me. La solitudine mi pesa come non mai.
Ora sono a casa sola: il piccolo è in vacanza con suo padre per due settimane e anche se mi manca da morire ho deciso di dedicare questo tempo a me stessa e quindi di uscire, riuscire a vedere gente, fare le cose che non faccio da molto tempo a causa dell’impegno del bambino. Dovevo vedere un’amica la settimana scorsa, R, lei sta preparando il matrimonio ed è molto presa ma ci eravamo ripromesse di trovare il tempo per vederci. Le ho chiesto di uscire una sera immaginando che di giorno fosse occupata ma lei ha ribattuto chiedendomi di andare con lei a scegliere le scarpe per le nozze. Onoratissima ho aderito…..ma in un secondo tempo ha ritrattato spostando l’appuntamento al giorno successivo perchè così ci sarebbe stata anche sua cugina. Ecco….ci risiamo, mi sono detta. Passavo già in secondo piano, al seguito suo e della cugina che vede quasi ogni giorno, ad ascoltare le loro chiacchiere su persone e cose che ignoro, senza avere per davvero la loro attenzione. Particolare secondario il fatto che io avrei dovuto portare mio figlio e fare shopping non è proprio l’interesse primario di una peste di quasi 3 anni. E poi quel pomeriggio avrei dovuto preparare i bagagli per lui che partiva. Ho declinato l’invito senza dare tante spiegazioni e chiedendole di vederci magari una sera (sono zuccona….io insisto). Beh…..non mi ha mai più risposto.
Domenica pomeriggio sono andata in piscina con S., ottimo diversivo per non restare sola. Mi sono un po’ sfogata con lei sul comportamento della nostra comune amica che mi aveva lasciata male. Lei diplomaticamente ha cercato di buttare acqua sul fuoco……aveva un bel costume nuovo e le ho chiesto dove l’avesse comprato. Mi ha risposto ‘Alla xxxxx’.
Ironia della sorte ieri sera siamo uscite ancora io e S e parlando salta fuori che il costume gliel’hanno regalato le altre amiche (compresa R) e gliel’hanno dato sabato pomeriggio quando si sono incontrate tutte per un aperitivo. C’era anche C, che proprio ieri mi ha chiamata e mi ha detto di aver visto sabato R dopo tantissimo tempo (ma mi ha ovviamente taciuto il motivo dell’incontro……nel caso potessi divulgare il segreto a qualche potenza straniera……mmm)
Quando le ho fatto notare a S che era stata bugiarda con me ha perfino sostenuto che mi sbaglio, non è vero!
Che strazio……è amicizia questa? Insomma….sono queste le mie AMICHE?
Persone che accettano situazioni matrimoniali fasulle, che riescono solo a parlare di loro stesse, che sono ossessionate dalla forma fisica senza vedere il dolore che c’è dentro di loro? Loro capiscono il mio dolore? E’ voler bene questo?
E se faccio notare….mi rispondono che non mi dicono la verità per paura della mia rabbia…….sono così terrificante? Evidentemente si.
Beh non può esserci amicizia se c’è paura………passo e chiudo.