venerdì 21 dicembre 2007

Anno nuovo, lavoro nuovo.....


Già.......

Beh con il mio lavoro dovrei esserci abituata. Faccio il consulente e negli anni ho cambiato diversi clienti, diverse collocazioni.

Ma stavolta mi sento più vulnerabile perchè coincide con la fine dell'anno. Ed è la fine di un periodo , durato quasi due anni, che ha coinciso con un periodo di transizione della mia vita.

Sono entrata qui confusa, stanca, assente, immatura, disperata. Oggi ne esco forte, maturata. Ho un sacco di rimpianti, in parte per il lavoro, ma soprattutto per i rapporti con i colleghi, che sono stati guastati spesso dalla mia impulsività, o dalla mia immaturità. Persone straordinarie che non potrò forse mai recuperare. Se devo dire che ho pagato un prezzo per questo periodo di transizione, questo ne è una bella fetta.

In ogni caso qui ci sono stata bene e mi ricorderò sempre del mitico gruppo di cui ho avuto l'onore di fare parte.

Ora andrò presso un altro cliente e non so cosa mi aspetta, come saranno i colleghi, quale lavoro dovrò fare. Inoltre la mia azienda sta seminando rancore tra i ranghi e questa non è una buona strategia.....inizio a credere che ci disperderemo molto prima del previsto.

Io nel frattempo cerco di percorrere la MIA strada......e che il cielo me la mandi buona!


mercoledì 19 dicembre 2007

Letterina per Natale

Si sta avvicinando la festa più bella dell'anno.....
Per le abbuffate a pranzi e cene?
Per le corse a comprare i regali?
Per la tredicesima?
Per il caos nei negozi e nelle vie del centro?
Niente di tutto ciò.....o forse tutto ciò anche ma........
Natale è la festa del dono, del donare un oggetto ma anche e soprattutto noi stessi ai nostri cari.
Io almeno quest'anno lo vedo così. O meglio da quest'anno lo vedo così.
E allora scriviamo una bella letterina, non a Babbo Natale, non a Gesù bambino. La scrivo a me stessa e a tutti, ed ho trovato qualcosa che esprime tutte le lettere che si possono scrivere.
Cosa chiedi per Natale? Io chiedo quello che descrive questa bellissima poesia di Alda Merini.




Io non ho bisogno di denaro.

Ho bisogno di sentimenti,di parole,

di parole scelte sapientemente,

di fiori detti pensieri

di rose dette presenze,

di sogni che abitano gli alberi,

di canzoni che facciano danzare le statue,

di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti....

Ho bisogno di poesia,questa magia che brucia la pesantezza delle parole,

che risveglia le emozioni e da' colori nuovi.

mercoledì 5 dicembre 2007

Li volevo MOSSI...........

Oggi tralascio la maschera di chi vuol sembrare intelligente per raccontare uno spaccato della mia vita. Ieri è stata una di quelle giornate che definire ‘bestiali’ è DECISAMENTE RIDUTTIVO. Beh iniziando dalla giornata in ufficio dove il clima non è proprio il massimo della vita. Il mio gruppo di lavoro è in dismissione, quindi aleggia una certa demoralizzazione, ma di questo voglio parlare altrove perché merita un intervento dedicato. Il fatto che da questo mese ho iniziato a lavorare con orario part-time non ha giovato poi alla mia posizione nel gruppo e quindi tendo ad essere esclusa dalle attività più onerose. Insomma mi annoio. Ma ieri ero contenta perché quando sono uscita alle 15 me ne stavo andando dalla parrucchiera a fare un bel cambio di look: volevo i capelli mossi. E sottolineo la parola MOSSI.
Era tutto sistemato: Edoardo con mia madre ed io a prendermi un po’ di tempo per me, come raccomanda ogni buona regola di recupero da una catastrofe emotiva.
E tutto è filato liscio fin verso le 18, quando la simpatica ragazza che si occupava di me al lavatesta, mi ha tolto i bigodini e fatto uno shampoo……la titolare del salone si è avvicinata e mi ha detto sorridendo:‘eh, sono belli ricci!’ . Io credo di aver strabuzzato gli occhi…..RICCI?? come RICCI??? Dal momento in cui sono entrata non ho fatto che ripetere ‘non li voglio ricci eh??’…..’non troppo ricci eh???’…….niente……come parlare con il muro. Mi hanno fatto la testa come il Cardinale Richeliau!!!!
Già, come andava di moda 20 anni fa, quando sembravamo tutti appartenenti alla tribù dei ‘riccioli infiniti’!!! Come mi facevo quando avevo 18 anni!!!
Ma ca…o!!!! Siamo nel nuovo millennio!!! Ormai tutti i parrucchieri usano milioni di prodotti ultrasofisticati per ottenere ogni genere di effetto sui capelli, quindi dovrebbe essere semplice creare un effetto di capello ‘mosso-ma-non-riccio’!!!!!!
E invece no: salone strafigo, arredo tecno, abiti firmati, riviste di tagli Aldo Coppola, ma a quanto pare non serve a nulla. Questa parrucchiera è rimasta all’età della pietra (cioè 20 anni fa) per quanto riguarda creare capelli mossi!!!
Mi portano davanti allo specchio e ….orrore!!! Vedo la mia faccia su una testa da pecora. Capelli ricci come quelli di un africano!! Dopo l’asciugatura con il mitico diffusore, la situazione peggiora ulteriormente…..i ricci si gonfiano, si increspano, prendono un volume assurdo. Le stesse ragazze mi guardano trattenendosi dalle risate. La titolare che vedendomi scontenta mi dice ‘ma allora perché hai voluto fare la permanente??’ (Dei del coiffage scagliatele un fulmine sul coppino, vi prego!). Io stessa sono sotto shock.
Quando esco dal negozio, dopo aver pagato un conto salato come non avrei mai immaginato, per la rovina totale dei miei poveri capelli, incrocio una ragazza che mi guarda e ride…… Aia……
Corro a casa sperando che nessuno che mi conosce mi incroci. Dovrei passare al negozio sotto casa per il latte e il pane ma non ce la faccio, mi nascondo a casa.
Apro distrattamente la cassetta della posta….un catalogo e…..due notifiche di raccomandata dai vigili di un paese dove passo ogni giorno!!!! NO……l’autovelox no! Un’altra volta! Già la scorsa primavera mi hanno beccata due volte!
Salgo in casa…..sembra tutto tranquillo. Mia madre mi annuncia che gli ha dato il primo ma non ancora il secondo. E già detesto la cosa perché non sopporto di far mangiare a rate un bambino (che è già svogliato a mangiare di suo). Poi mi da’ la grande notizia:
il bambino ha sporcato la poltrona con il pennarello. ‘Quale poltrona?’ dico io sempre in preda al caos totale , e lei ‘quella antica’……la poltrona antica????????? Corro a vedere….una riga che tiene mezzo sedile. Mi sento morire: ed ora chi la toglie? Sgrido il piccolo facendolo piangere e mi sento una strega. Congedo mia madre facendo mentalmente l’aggiornamento dell’elenco delle cose distrutte ogni volta che lei sta da me e domandandomi perché non succede mai quando sono io sola con il bimbo.

A proposito, anche lui era inorridito dai miei riccioli e mi ha detto ‘Mamma togli i riccioli!’. Poveretto…..
La serata com’è proseguita? Lavandomi i capelli e tentando di stirarli.
Questa mattina ho mandato un sms di aiuto ad un’amica e quando mi ha chiamata mi ha chiesto ‘ma sono ricci come Lenny Kravitz?’ ho meditato per un secondo e poi ho risposto ‘si!’. Ho cercato in soffitta il regola capelli senza trovarlo, e forse è un bene eprchè se l’avessi trovato mi sarei rapata a zero!
Per ora li ho legati e credo che ci resteranno per tanto, tanto tempo.

venerdì 23 novembre 2007

Siamo davvero evolute secondo i canoni dei tempi in cui viviamo???

Domenica pomeriggio ho visto una trasmissione su la 7 dove tante donne famose parlavano dei cambiamenti nella vita delle donne italiane dal dopoguerra ad oggi.
Si partiva dal dopoguerra appunto, quando ogni donna ‘doveva’ sposarsi e passava tutta la vita a prepararsi al grande giorno, a programmare, ad imparere come essere una perfetta mogliettina. Una donna era realizzata solo in quanto sposa.
Poi arrivano gli anni sessanta, la contestazione, l’arrivo , nel ’65, della pillola in italia che però veniva prescritta come farmaco per ‘problemi mestruali’ e non era dichiarata contraccettivo. Le donne allora hanno acquisito, per la prima volta nella storia, beh forse non per la prima volta nella storia, ma per la prima volta così diffusamente e così ‘legalmente’, il controllo della loro fertilità e quindi il controllo della loro sessualità che a quel punto era disgiunta dalla procreazione. Si poteva fare sesso anche senza sposare e si poteva essere sposate senza obblighi di fare figli. Insomma acquisire la libertà di disporre del proprio tempo, della propria vita, non solo in fuzione dei figli ma anche per sé stesse.
Pensate a cosa ha significato per una donna capire che poteva anche non dover fare figli ogni volta che aveva rapporti in un periodo fertile. La libertà che ha significato questa semplice pillola.
Non dico che prima non era assolutamente così, ma da questo punto in poi la consapevolezza della libertà e dell’autonomia ha raggiunto anche gli strati bassi della società, la cosiddetta ‘massa’.
Per riflesso forse….agli inizi degli anni 70 in Italia ci fu un brusco arresto dei matrimoni. Metà rispetto a 10 anni prima! Incredibile! E poi l’avvento del divorzio ha dato il colpo di grazia.
Queste donne famose (attrici, politici, avvocati, giornalisti) che parlavano del divorzio ……dicevano esattamente come mi ero sentita e come mi sento io. La donna che divorziava era vista come una perdente, come quella che non era stata capace di tenere insieme la famiglia, la perdente, perché avendo perso l’uomo al suo fianco aveva perso tutto e quindi doveva vivere nascosta per tutta la vita come una vedova rifiutata dalla società. Socialmente ripudiata. Ma oggi, dicevano loro, non è più così per fortuna!
E invece , oggi, nel nuovo millennio, io mi sono proprio sentita così.
Da me, dalle mie parti, dalla mia famiglia, la separazione è ancora vista così. Ho visto il dolore dei miei genitori. Ho visto le mie coetanee che si sono separate,che sono mamme sole. Sono emarginate, viste come delle povere anime perdute, come delle fallite. Non sono state capaci di tenersi un compagno, di reggere un matrimonio, quindi hanno fallito il loro compito di mogli e madri. Quelle che tornano a vivere in casa dei genitori vivono nell’ombra, emarginate, entità vaganti senza voce e senza volto, con una doppia vita sommersa nel caso frequentino altre persone e si siano rifatte una vita. Come se avere una seconda possibilità potesse essere una cosa immorale, sbagliata, di cui vergognarsi. Tornano a vivere con i genitori a cui lasciano volentieri l’onere di occuparsi dei figli mentre loro escono e frequentano altri uomini, ma solo ufficiosamente perché ufficialmente resteranno vedove per tutta la vita. Questa è la fine che fanno quelle che dopo una separazione tornano al paesello. Altre invece preferiscono non tornarci più, al paesello, se ne vanno a vivere sole da qualche parte, lontano e non le vedi più né senti più parlare di loro. Non senti più i loro genitori vantarsi delle loro conquiste all’uscita della messa domenicale, fulcro della vita sociale delle piccole comunità.
Anche io volevo fare così: partire, andare via e sparire per sempre dagli occhi di tutti, anche della mia famiglia. Non ho ammesso la separazione per molto tempo, non ne ho parlato in giro. L’ho tenuta segreta con dolore e vergogna perché sentivo che era il fallimento della conquista che avevo fatto: da persona sfigata a vincente sposata con un bell’uomo e madre di un bel bambino.
Il mio primo istinto è stato proprio quello, ancora prima della separazione ma quando sentivo che il rapporto con mio marito era spento, finito, non c’era più amore. Volevo prendere mio figlio e scappare lontano da tutti, in un posto dove nessuno mi conoscesse e potessi ricominciare da capo. Un’idea romantica e illusa. Non puoi mai veramente scappare da quello che sei, dalle tue radici, e sparire dalla vista delle persone del cui giudizio hai paura, non ti libera dal peso di sentirti comunque giudicata e dipendente dal giudizio del prossimo. Ho capito che avrei sempre trovato qualcuno che mi avrebbe giudicato male finchè io stessa l’avessi fatto. Non potevo fuggire dagli stereotipi di cui ero schiava. Forse non ce la faccio tanto ancora oggi. Però ora ho capito che fuggire non serve, che devo lottare soprattutto per e contro di me. Sto male per il dolore che ho dato ai miei genitori ma mi sforzo di essere più paziente con loro e di non togliere ai nonni l’adorato nipotino e a mio figlio gli adorati nonni. Cerco di fregarmene del giudizio altrui e non mento più ma al massimo ometto di esprimere tutto per proteggermi un po’.
Voglio davvero pensare che quelle donne famose che tanto stimo, hanno ragione. Che oggi non è più emarginata una donna che affronta una separazione e l’onere di crescere un figlio da sola. Voglio pensare che c’è spazio per me e per un futuro migliore.
Voglio pensare che sia possibile anche nella ottusa e bigotta provincia.

lunedì 17 settembre 2007

Esorcismi.....

Quando ho deciso di iniziare a scrivere in questo nuovo spazio non avrei mai pensato di scrivere pagine così personali e così tristi. Avevo un altro progetto: vita nuova, argomenti vari, poter dimostrare quanto sono brava a scrivere di qualunque cosa, dimostrarlo a me stessa prima di tutto. Invece mi rendo conto che il tempo non ha cambiato di molto il ‘clima’ dei miei scritti. Forse non sono più tanto disperati, forse non sono più tanto ingenui e pessimisti (o ‘leopardiani’ come mi disse una volta un amico).
Eppure a questo serve un blog , no? È uno spazio di ‘sfogo’, dove uno può dire tutto quello che gli passa per la mente protetto dall’anonimato. Se voglio segnalo lo spazio agli amici, se non voglio lo tengo solo per me, per rintanarmici. Certo mi farebbe molto piacere saperlo letto da centinaia di persone che vogliono avere un contatto con me (lo confesso: questo blog vuole essere anche un modo per farmi degli amici), ma se per ora ho queste ‘urgenze’ di scrivere dei miei stati d’animo, non posso forzarmi a fare diversamente, altrimenti non sarebbe più un’isola, ma un doppione della vita di ogni giorno , dove cerco di non fare pesare sul prossimo i miei malesseri e di non confessare a chi voglio bene (beh tranne qualche eccezione ;)) tutti i miei dolori. Se ogni mattina al mio risveglio, mi impongo di svolgere al meglio il mio ruolo di mamma, di donna, di professionista, voglio ritagliarmi un ‘muro del pianto’ dove poter dire senza paura ‘sto male!’ quando questo succede. Se poi , alla fine del pianto, sul muro vorrò iniziare a dipingere un murales con i colori dell’arcobaleno e a scrivere poesie, tanto di guadagnato, ma se non lascio uscire il ‘tappo’ di dolore, poi non saprò mai cosa c’è sotto. Forse ci saranno milioni di bollicine che aspettano solo di essere liberate.

15 settembre 2007


Oggi è il mio anniversario di nozze, il sesto. Forse dovrei dire ‘sarebbe’ visto che non ho più un matrimonio, ma preferisco dire ‘è’……E’….
Penso a quello che fanno tutte le coppie felicemente sposate in queste ricorrenze: le aspettano con trepidazione forse, organizzano dei festeggiamenti, un regalo . Magari escono a cena , magari l’unica sera da soli dell’anno, ma escono per ricordare quello che viene universalmente definito come ‘il giorno più bello’.

Per me non fu sicuramente il giorno più bello della mia vita: l’ho sempre ricordato con una certa angoscia rivivendo la tensione di quel giorno.

Ridendo dicevo ‘ero fuori di testa’, ma in realtà era proprio così, per come ero ‘addobbata’, per l’attenzione di tutti su di me, per come avrei voluto che tutto fosse perfetto e tutto fu assolutamente imperfetto. Ma una cosa me la ricordo bene, una sola cosa che valeva la pena di ricordare: la cerimonia.

Il Parroco che celebrò la cerimonia, veramente ispirato e grandioso anche nelle sue pazze ‘coreografie’. Un vero show man…..un vero sant’uomo….
Quanto vorrei avere la registrazione delle sue parole , perché son certa che ci troverei, ci avrei trovato , nei momenti peggiori, tanto conforto e tanto incoraggiamento. Lui……ricordo cosa mi rispose quando gli dissi che se il cielo aveva messo una persona come A. sul mio cammino, allora qualcuno lassù aveva davvero pensato a me e mi aveva fatto uno splendido regalo. Lui rispose che se credevo in questo, allora avrei potuto ripagare portando nel migliore dei modi la croce che un giorno la vita mi avrebbe presentato, con tutta la forza di questa convinzione.
Non ho mai scordato quelle parole e cerco di farmi forza di quelle oggi.
E così….insomma….tutti festeggiano in qualche modo un anniversario. Ed io che faccio oggi? Oggi per me è il giorno in cui sono stata a comprare i buoni mensa per mio figlio che comincia la scuola materna, il giorno in cui sono ritornata a nuotare dopo anni e il ginocchio che ultimamente è un po’ ‘ballerino’ ha smesso di tormentarmi di dolore, il giorno in cui mi sono fatta un nuovo taglio di capelli. Il tutto senza riuscire a smettere di pensare, nemmeno per un attimo, che oggi è l’anniversario delle mie nozze. Che dovrei essere a festeggiare con mio marito, e invece stasera uscirò a mangiare sushi con un’amica. E la ringrazio per tirarmi fuori di casa perché altrimenti resterei in casa sola ad affogare nel mio dolore.
E lui cosa fa oggi? E stasera? Oggi aveva con lui nostro figlio e l’ha portato in gita in montagna. Ci avrà pensato? Si sarà ricordato? Forse l’ha rimosso, come ha rimosso tanti altri giorni di noi due insieme. Gli ho scritto qualche giorno fa che lo capisco, capisco il suo stato d’animo.
Ma anche se capisco non posso smettere di sentire quel groppo alla gola. E quel senso di impotenza che mi schiaccia.

venerdì 31 agosto 2007

Auto in fuoristrada

Oggi voglio aprire un dibattito, o meglio riaprire perchè si tratta di una questione annosa anche se dei nostri tempi recenti, già trita e ritrita in ogni forma mediatica.
Perchè il modello più diffuso di auto è il fuoristrada, o presunto tale (il famoso SUW)?
Molte persone sono succubi del fascino di queste automobili, ed io mi metto a capo della lista visto che da sempre la 'jeep' ha esercitato su di me un fascino incredibile. Dalla mia, per giustificarmi, però devo dire che io sono nata e cresciuta in campagna, ho guidato trattori ed ammirato le possibilità che un macchinario può dare per aiutare l'uomo. per me il fuoristrada rappresenta la forma di mezzo di locomozione per eccellenza, cioè quello che ti permette di andare ovunque e con qualunque condizione atmosferica (per esempio con neve e ghiaccio).
Ma mentre giustifico il mio personale interesse, non capisco quello di persone che vivono ed hanno sempre vissuto in una città di pianura....boh?
E poi c'è l'altra categoria che mi incuriosisce ulteriormente: i neo-genitori.
L'altra mattina ho avuto modo di vedere arrivare sul lavoro il mio rifornitore di metano di fiducia (già...la mia auto va a metano!) e questo, padre da meno di un anno, arriva con un meraviglioso fuoristrada fiammante marchiato mercedes!! Ho subito collegato l'auto al figlio, non so perchè. Forse esagero, ma secondo me è una mania che ha preso diverse persone. Quando uno diventa genitore vuole un'auto spaziosa e sicura per trasportare il pargolo e quale auto è più sicura di un fuoristrada? Forse parlo per invidia, ma che valore aggiunto da' un'auto costosa e ingombrante al volersi prendere cura del proprio figlio?
Che poi magari lo si usa solo in città o solo per brevi spostamenti, amgari per andare a prendere i figli a scuola (e chiunque si sia mai trovato in un ingorgo davanti ad una scuola nell'ora di uscita, può capirmi). Pensate a quanto spreco di spazio, di carburante e di conseguenza di inquinamento.
Così si vedono suw e fuoristrada di marca e foggia improbabili......magari alcuni di quelli non sarebbero in grado di superare un percorso sterrato di minima pendenza su un terreno asciutto. Magari molti di quelli non sarebbero in grado di superare un percorso sterrato di minima pendenza su un terreno asciutto per incompetenza del pilota. Credo che la maggior parte delle persone (e aimè quasi tutt donne) che usano queste auto non sia a conoscenza delle effettive potenzialità del mezzo , tipo 'ma quella levetta lì a cosa serve?' 'non so, non l'ho mai usata!'.
Credo di aver avuto migliori performance automobilistiche quando superavo le salite in curva del mio paesello coperte da 1/2 metro di neve con la fiat 126 di mio padre (e sfido chiunque a dire che 500 e 126 non avessero grandi risorse in questi casi.......chi sa che è vero sa anche il perchè).
Quindi per ora me ne vado a spasso con la mia auto usata con impianto a metano, sospirando di fronte ad un Land Rover Defender e sognando il giorno in cui potrò ritirarmi a vivere in una casetta sulla collina, raggiungibile solo con quell'auto, quando potrò permettermi anche di non lavorare per vivere......
Ma sognare aiuta a vivere meglio?????? (mmmmmmmmm)

venerdì 24 agosto 2007

13 luglio 2007

Eccomi qui.....è passato un anno.
Un anno da quando tu mi hai detto 'forse è meglio che ci separiamo così ognuno si fa gli affari suoi'.
Un anno da quando abbiamo preso la decisione di separarci.....
Io voglio fare il punto della situazione, credo che sia giusto farlo. E' stato un anno pesante, difficile, lunghissimo.......sono successe mille cose........
Ho provato a scriverti mille volte prima di allora, nell'anno precedente, dopo averti confessato il mio tradimento in quella maledetta sera su al ristorante. Ho provato mille volte a scriverti per spiegarti cosa fosse succcesso, cosa mi stava succedendo , perchè l'avevo fatto, quanto soffrivo per averti fatto soffrire, a te che non te lo meritavi. ma ogni volta che ci provavo poi tutto falliva miseramente, e forse avrei dovuto insistere nonostante i tuoi silenzi, avrei dovuto continuare.....ma la mia insicurezza mi bloccava.
Ho provato a scriverti ancora mille volte dopo quella decisione.....dopo quel maledetto 13 luglio in tribunale quando la mia scelleratezza ha toccato il fondo firmando per la mia libertà quando assolutamente dentro di me non lo volevo: ora lo so perchè quel giorno stavo male, tanto male, ma non capivo perchè stavo così male. L'ho capito solo dopo, grazie all'aiuto di una persona capace di lavorare con il dolore, solo dopo.....quando è iniziata una nuova fase della mia vita......dopo il dolore immenso che ho provato il giorno che ti ho visto partire per le vacanze con nostro figlio e ti ho ferito con tutta la disperazione di qualcuno che si sente affogare e non ha appigli........ quel giorno sono stata molto dura con te, ti ho detto cose terribili: lo so bene e me le ricordo, credo che non le dimenticherò mai. Mi dispiace molto averti ferito ma......ero esplosa. Era esploso il dolore, la rabbia, la solitudine, l'amore, l'abbandono, la verità: amavo te e amavo mio figlio. Voi due al di sopra di tutto e di tutti. Ora il mio cuore l'aveva capito......restava il problema di spiegarlo a me stessa.....e a voi.......
Da allora. Era troppo tardi. Eravamo già stati in tribunale, avevo già firmato la mia condanna di separazione da chi amo. Certo, non da E., lui sta con me e sarà così sempre. Ma tu no.
Dopo aver preso coscienza di amarti ancora mi son detta che il tempo mi avrebbe aiutata, insieme alla terapia psicologica, a cambiare e a rimettere le cose a posto...ho pazientato ed ho iniziato a tentare di scriverti, in un quaderno, le mie riflessioni. Te l’avrei dato per Natale, e forse ti avrebbe aiutato a capire cosa mi era successo e a rivedere la tua idea. Ma non sono riuscita ad andare oltre le prime pagine perchè vedevo che con il passare del tempo le cose tra noi comunque peggioravano...eri sempre più distante......forse frequentavi altre donne.....mi avevi completamente esclusa dalla tua vita. Ho deciso di parlarti, da persona adulta quale dovevo essere, invece di scriverti. Ma io non sono brava a parlare e il discorso che ne è uscito quando ti parlai a inizio anno era un po' goffo mentre ti chiedevo di darmi una possibilità......ancora una possibilità.....e tu che cadevi dalle nuvole, non volevi saperne, mi dicevi 'eh no.....ormai abbiamo preso la decisione di separarci ed è una cosa importante' come se fosse la tua firma o quella del giudice un valore da onorare....indissolubile, un muro tra noi che non si poteva proprio intaccare. Invece io ci credevo, ho creduto che potesse esserci una via ricominciando ad uscire insieme, a vederci, sono venuta fino a Torino solo per passare un paio d'ore con te, soli, lontano da lavoro e impegni e un figlio che monopolizza l'attenzione. Un paio d'ore scavate a fatica tra lavoro, casa, figlio, stanchezza, tutti i km che faccio ogni giorno......e lo rifarei oggi e domani ancora. Per me una separazione non è una cosa indissolubile......in effetti non lo è.
Sono passati mesi e mesi da allora......ho provato a parlarti ancora un paio di volte: la prima volta hai creduto che usassi nostro figlio per smuoverti e riportarti verso di me e la cosa mi ha ferita e non poco perchè credo che tutto si possa dire di me ma non che sono impocrita e calcolatrice. Ti ho detto che volevo ritornare con te da sempre, da prima del tribunale e già allora tu mi dicesti che pensavi che io lo facessi per non dover rinunciare alla sicurezza economica che tu mi davi (impossibile, visto anche che praticamente mi mantengo da sola da quando viviamo separati.....più di due anni ormai), poi hai creduto che lo facessi per convenienza facendo leva su nostro figlio....ma che persona credi che io sia? Non mi conosci più? Non ti ricordi nemmeno chi sono? Sono Jo, la donna che ti amava tanto da precipitarsi a Torino per stare due ore con te in ospedale senza nemmeno poterti abbracciare decentemente perchè eri impiastrato di creme curative. Sono la Jo che si è presa cura della tua malattia ogni volta che ne hai avuto bisogno, che ti ha incoraggiato portandoti a reggio emilia per una visita, che ti ha appoggiato quando hai cambiato lavoro e iniziato questa vita straimpegnata da manager, che ti ha aiutato a comprare la moto dei tuoi sogni ben felice di farlo, che per anni ha cercato lavoro a Torino per poter venire a vivere nella tua città (puoi crederci o no, ma è così: rinunciai solo perché vedevo che non riuscivo a trovare un impiego).
L'ultima volta che abbiamo parlato, al telefono, finalmente hai tirato fuori tutto: non mi ami più e non metti nemmeno in conto l'idea di un tentativo con me perchè hai sofferto troppo e non vuoi più rischiare. Ti ho fatto soffrire...ti ho ferito enormemente.......
Io credo che un animale ferito scappi nella tana e non ne esca finchè le ferite non sono guarite. Io credo che un animale ferito pianga....urli......diventi cattivo, pericoloso.
Tu non vuoi più parlare e confrontarti, perchè mi dici che ormai è passato del tempo, ma io credo che non sia passato tanto tempo....un anno....due anni....non sono nulla nella vita di una persona.....
Io penso che l'errore che entrambi abbiamo commesso sia stato quello di non parlare al momento in cui i fatti sono accaduti.....dua nni fa.....un anno fa...... Il mio errore è stato sicuramente quello di assecondare i tuoi silenzi. Il silenzio ingigantisce i prolemi, li moltiplica, crea incomprensioni, distanze, e noi non avevamo bisogno di altra distanza avendo già quella fisica tra di noi. Il resto l'ha fatto il maledetto (non lo maledirò mai abbastanza) ristorante che ha deteriorato i nostri rapporti in un momento tanto delicato. Avevamo appena avuto un bambino e questo è un cataclisma che mette in pericolo almeno un matrimonio su due, inoltre ci siamo tolti il tempo per stare soli, la nostra intimità, il riposo, la serenità......siamo solo due esseri umani, come potevamo affrontare tutto questo ed uscirne vincenti??? Tu ti sei allontanato sempre di più......le telefonate sono diventate sempre più brevi.....ed io mi sentivo così tanto sola. Sola ad affrontare il ciclopico compito di essere madre, di cercare di tornare ad essere una donna, di emanciparmi dalla mia famiglia che mi opprime, di capire cosa ero diventata e così mi sono persa. Ho perso me stessa perchè non ero in grado di affrontare da sola tutto quello che mi stava davanti.
Non è una giustificazione, non vuole esserlo. I sensi di colpa che ho per quello che ho fatto mi accompagnano e mi accompagneranno con o senza il tuo perdono e la tua comprensione. ci devo fare comunque i conti io. Serve solo a spiegarti cosa è successo. Lo faccio con due anni di ritardo.....beh meglio tardi che mai, e così almeno non avrò lasciato nulla di intentato, non voglio lasciare nulla di non chiarito di non detto , di non tentato. Io sono così: sono sincera e non ho paura di assumermi le mie responsabilità e non ho paura di esprimere quello che sento. Ed io sento che ti amo. Anche se provo a convincermi che doveva andare così, anche se cerco di pensare che forse è meglio così, anche se ho mille difetti e tu duemila, continuo a provare quello che provo e non posso non ascoltarlo. Ti penso in continuazione e ripenso ai mille momenti belli passati insieme. Ripenso alla foto ridicola che ti avevo fatto affacciato dalla porta del bagno con la faccia assonnata. Ripenso alle prime settimane di vita di Edoardo quando lo facevamo addormentare insieme ogni sera nella culla improvvisata con la carrozzina. Ripenso a te in discoteca che mentre balli apri la camicia e sotto c'è la maglietta con Taz... Ripenso alle vacanze in grecia e alla cena sulla spiaggia, a quando abbiamo fatto l'amore in mare, all'arrivo nell'aeroporto surreale. Ripenso alle tue improvvise passioni per i rollerblade, ai week end con moto e tenda che regolarmente finivano sotto l'acqua, alle giornate passate a cucinare per gli amici o i parenti, agli aperitivi con Edoardo nel passeggino. Questa poteva essere la nostra vita.....potrebbe esserlo ancora. Non eravamo perfetti....non lo siamo.....siamo umani. Io sto cercando di migliorarmi e lo stai facendo anche tu. Forse tutto questo ci è servito per capire cosa sbagliavamo e correggerci. certo è grave, è una cosa grossa. ma io credo....io sento.....che noi ci vogliamo ancora bene. Che tu mi vuoi ancora bene. Lo so, lo sento. Sento che hai paura. Hai paura di riprovare con una persona con cui una volta è andata male. Hai paura di riprovare e che tutto salti all'aria ancora tra qualche anno. Quanti? 2? 3? 5? 10? 20? Non possiamo saperlo. E se saltasse tutto tra 20 anni? Non ne sarebbe valsa comunque la pena? Sarebbero stati 20 anni felici. Io so che una seconda separazione sarebbe ancora più dolorosa, ma so anche che siamo cambiati, che possiamo stare molto bene insieme se solo ce ne diamo l'opportunità. Io credo in noi due.
Abbiamo così tante cose in comune!! La pensiamo allo stesso modo in politica....ci appassioniamo per una novità tecnologica, per una nuova canzone, per un libro, per un film, un viaggio. Quanti viaggi volevamo fare insieme? Facciamone uno insieme, noi due soli, o con E., andiamo da qualche parte insieme per fare una prova. Abbiamo gusti in comune per un sacco di cose, tra cui per le persone. Ci piacciono le persone vere, oneste, sincere, ridicole, odiamo gli ipocriti e i falsi.
Ricordo il nostro primo incontro......il 13 febbraio......lo ricordo minuto per minuto. Una giornata indimenticabile che poteva rimanere semplicemente una bella giornata indimenticabile.....e invece è stata magicamente l'inizio di tutto, l'inizio di un rapporto meraviglioso in cui più ci conoscevamo e più stavamo bene insieme......
Sei sempre stato molto premuroso con me, forse anche troppo….ma tu sei così, è la tua indole. Sei premuroso con tutte le persone a cui vuoi bene…..lo sei ancora oggi con me nonostante tutto. Ma è anche vero che non sei esattamente una persona influenzabile, tutt’altro. Sei testardo e chiuso e prendi le tue iniziative da solo. Per tanto tempo ho creduto di essere stata io a renderti troppo servizievole con me e troppo ‘legato’, ma ora mi rendo conto che era la tua volontà a portarti verso quella specie di dipendenza esagerata. Forse avremmo dovuto discutere di più per conoscerci meglio ma entrambi per indole e per trascorsi personali non abbiamo mai amato le discussioni così i silenzi hanno scavato dentro di noi. Tacevamo per renderci felici a vicenda e ci sentivamo ogni volta più soli. Ma all’inizio non era così. Forse avremmo dovuto aspettare più tempo prima del matrimonio. Sicuramente non avremmo dovuto buttarci nell’impresa del ristorante. Ma ora è finita, ora torneremo ad una vita più normale. Possiamo parlare…..se vogliamo farlo.
Ma tu non vuoi, continui a dire che è passato del tempo. E’ vero, è passato tempo, forse tanto, ma domani sarà passato ancora più tempo……eppure quello che provo non è cambiato nel tempo, non cambia…..quindi oggi scrivo per non aspettare ancora di più.

giovedì 23 agosto 2007

IO sono IO

Ho preso una decisione…..beh insomma, più che altro ho capito una cosa.
No due.
Primo: non è possibile che le tue amiche abbiano paura di te. Credo che le amiche dovrebbero amarti , odiarti, litigare con te…ma non avere paura……e nemmeno compassione. L’affetto è un’altra cosa…..
Questa mattina, dopo 36 ore di black out, ho deciso di mandare un sms alla mia amica S con cui ho discusso l’altra sera e lei mi ha richiamata. Poteva rispondere con un semplice sms ma ha voluto chiamarmi forse per farmi capire che aveva voglia di sentirmi…..o forse per paura che nel caso di un sms io potessi pensare che aveva un atteggiamento ‘freddo’ nei miei confronti……..la verità non la saprò mai.
Forse queste sono solo mie ‘seghe mentali’, in realtà se mi ha chiamata è perché voleva sentirmi e basta. Però io non posso fare a meno di pensare……a lei e alle altre, a questa forma di amicizia……che io ho sempre considerato come la mia famiglia, le mie radici, un punto di riferimento per me.

IO sono quella che ha dedicato la sua tesi ai suoi amici, quella che ha comprato un divano letto per poter ospitare gli amici in trasferta quando vivevo lontano, quella che …..rabbrividiamo……ha creduto di poter costruire la sua vita ritornando alle origini, alla vita di provincia, per poter stare vicina a quello che considerava le sue radici: gli amici.
Ma IO dentro di me sapevo….dovevo saperlo, dovevo ricordarmi che IO me ne ero andata da tutto questo. Mi ero sposata con l’idea che un giorno sarei andata a vivere in una grande e bella città che è…..un sogno sulla terra. Ho sposato un uomo che viveva lontano senza battere ciglio, anzi felice che lui non appartenesse a quel mondo mentalmente ristretto e privo di stimoli in cui ero cresciuta sentendomi un pesce fuor d’acqua.
Come ho potuto dimenticarmi di me stessa???
Ma l’ho fatto…..ci sono cascata di nuovo e ci sono cascata anche ora , dopo la separazione. La mia fragilità emotiva mi ha fatta inesorabilmente scivolare di nuovo nel baratro…..il ricatto emotivo praticato da me verso…..me!
Secondo: dovrei farmi forte degli affetti, cioè delle persone che mi vogliono bene. La mia famiglia per esempio, la famiglia che rifiuto da una vita e che da una vita mi sostiene e mi incoraggia e mi vuole bene anche se forse non come vorrei io. Perchè non riesco/riuscivo a vedere quello che avevo davanti?

Mio padre: ci ho messo tutta la vita per iniziare ad accettarlo con tutti i suoi enormi difetti, ma è l’unica persona che il giorno del mio matrimonio guardandomi commosso mi ha chiesto ‘sei felice?’
Mia madre: burbera e rigida come pochi ma forrte ed esemplare come nessun altro; un vero esempio di dedizione alla sua famiglia.
Mia sorella n.1: ieri sera sono stata a cena da lei e con lei ho potuto parlare di tutto. Certo ha dei limiti, come tutti, ma io ho capito che mi vuole davvero bene e per questo a volte è un po’ opprimente. Credo che dopo mia madre sia la persona che mi ha aiutata di più da quando ho avuto mio figlio e continua a farlo e sono certa che continuerà a farlo.
Mia sorella n.2: la persona che ho inseguito e invidiato per tutta la vita, certa che non capisse e non ricambiasse il mio affetto. Ho sempre desiderato essere come lei ma non è possibile perché siamo due persona estremamente diverse ed anche se non è molto presente nella mia vita lei ci prova, lo so che ci prova davvero. Ora so che non posso essere al primo posto per lei perché in realtà nessuno è al primo posto per lei.
Cos’altro mi resta? Chi altro mi può amare al mondo quando ho già ben 4 persone che mi amano così tanto? Perché ho passato la vita intera o almeno ¾ di essa a cercare altrove quello che avevo già? Non vedevo quello che avevo perché non facevo altro che pensare di essere l’ultima ruota del carro per tutti. Osservavo e vedevo i rapporti affettivi tra gli altri e non riuscivo a vedere quelli nei miei confronti. E solo perché io….non vedevo me stessa. Volevo solamente, ad ogni costo, essere chiunque altro.
E allora forse basta che io rimetta ogni cosa al posto giusto…incasellando ognuno al suo posto. Gli amici al posto degli amici, gli affetti al posto degli affetti.
E poi andrò a vivere in quella magica città che amo…..perchè se non lo faccio passerò tutta la vita a chiedermi: “Cosa sarebbe successo se ci fossi andata?”.

mercoledì 22 agosto 2007

Back to reality

Eccomi tornata dalle ferie….che per quanto lunghe sono sempre troppo brevi e comunque sono una tortura perché ti fanno assaporare il gusto della libertà.
In queste settimane mi sono goduta la meravigliosa compagnia del mio cucciolo e sono stata ‘orfana’ dei miei coach…….e così ho fatto le cose di testa mia.
Credo di aver fatto tante cose belle …..e anche tanto casino. Ero convinta di essere riuscita a raggiungere un punto in cui riuscire a fregarmene di quello che le persone pensano di me, intendo le persone vicine, gli affetti. Ero convinta di riuscire ad amare le persone indipendentemente dalla loro presenza e dal tempo dedicatomi. Ma ieri mi sono resa conto che forse non è così. Ho così tanta voglia di stare con qualcuno che alla fine pretendo che gli altri ci siano per me. La solitudine mi pesa come non mai.
Ora sono a casa sola: il piccolo è in vacanza con suo padre per due settimane e anche se mi manca da morire ho deciso di dedicare questo tempo a me stessa e quindi di uscire, riuscire a vedere gente, fare le cose che non faccio da molto tempo a causa dell’impegno del bambino. Dovevo vedere un’amica la settimana scorsa, R, lei sta preparando il matrimonio ed è molto presa ma ci eravamo ripromesse di trovare il tempo per vederci. Le ho chiesto di uscire una sera immaginando che di giorno fosse occupata ma lei ha ribattuto chiedendomi di andare con lei a scegliere le scarpe per le nozze. Onoratissima ho aderito…..ma in un secondo tempo ha ritrattato spostando l’appuntamento al giorno successivo perchè così ci sarebbe stata anche sua cugina. Ecco….ci risiamo, mi sono detta. Passavo già in secondo piano, al seguito suo e della cugina che vede quasi ogni giorno, ad ascoltare le loro chiacchiere su persone e cose che ignoro, senza avere per davvero la loro attenzione. Particolare secondario il fatto che io avrei dovuto portare mio figlio e fare shopping non è proprio l’interesse primario di una peste di quasi 3 anni. E poi quel pomeriggio avrei dovuto preparare i bagagli per lui che partiva. Ho declinato l’invito senza dare tante spiegazioni e chiedendole di vederci magari una sera (sono zuccona….io insisto). Beh…..non mi ha mai più risposto.
Domenica pomeriggio sono andata in piscina con S., ottimo diversivo per non restare sola. Mi sono un po’ sfogata con lei sul comportamento della nostra comune amica che mi aveva lasciata male. Lei diplomaticamente ha cercato di buttare acqua sul fuoco……aveva un bel costume nuovo e le ho chiesto dove l’avesse comprato. Mi ha risposto ‘Alla xxxxx’.
Ironia della sorte ieri sera siamo uscite ancora io e S e parlando salta fuori che il costume gliel’hanno regalato le altre amiche (compresa R) e gliel’hanno dato sabato pomeriggio quando si sono incontrate tutte per un aperitivo. C’era anche C, che proprio ieri mi ha chiamata e mi ha detto di aver visto sabato R dopo tantissimo tempo (ma mi ha ovviamente taciuto il motivo dell’incontro……nel caso potessi divulgare il segreto a qualche potenza straniera……mmm)
Quando le ho fatto notare a S che era stata bugiarda con me ha perfino sostenuto che mi sbaglio, non è vero!
Che strazio……è amicizia questa? Insomma….sono queste le mie AMICHE?
Persone che accettano situazioni matrimoniali fasulle, che riescono solo a parlare di loro stesse, che sono ossessionate dalla forma fisica senza vedere il dolore che c’è dentro di loro? Loro capiscono il mio dolore? E’ voler bene questo?
E se faccio notare….mi rispondono che non mi dicono la verità per paura della mia rabbia…….sono così terrificante? Evidentemente si.
Beh non può esserci amicizia se c’è paura………passo e chiudo.

venerdì 27 luglio 2007

Voglia di fuga

Ultimo giorno in ufficio, e poi ci si rivede tra BEN tre settimane......
Mi fa strano pensare che non potrò scrivere nemmeno qui perchè ho disdetto la linea a casa (troppo cara).
Così finalmente , dopo anni, stacco per un bel po' anche dalla 'rete' .......benedetta e maledetta rete........
Ho proprio bisogno di andare in ferie, di fare vacanza, di svagarmi. Ma riuscirò a svagarmi?
Fino a una settimana fa ne ero convinta mentre oggi sono completamente disorientata.
Il continuo rimuginare sulla lite di domenica mi sta guastando tutto....non dormo la notte, sono triste, continuo a immaginare A. con un'altra ..............e mi sento morire.
Ho una gran voglia di ripartire ma il dolore c'è ancora e ci son momenti che è davvero forte, sicuramente cambiare aria per un po' mi aiuterà.
E poi quando tornerò a casa farò le pulizie per bene e toglierò tutte le sue cose dalla MIA casa per ritrovarmi finalmente sola di fronte a me stessa.
Iniziare a prendersi cura di sè migliorando l'ambiente in cui viviamo.........
Una cosa di cui mi sono resa conto negli ultimi tempi è che sono un essere 'informe' e non sto parlando di aspetto fisico. Si, c'è anche quella 'informità', ma soprattutto c'è l'informità di gusti, di decisioni, di acquisti, di 'questo quadro lo appendo qui' oppure 'voglio un muro giallo', oppure 'voglio sciare' o 'voglio fare immersioni'.......e il mio sogno di scrivere un libro......voglio davvero farlo?
Dov'è questa persona che stava sbocciando qualche anno fa e che il matrimonio ha cristallizzato sotto l'essere informe che sono oggi? Riuscirà a uscire di nuovo da tutto questo dolore?
Io la voglio, ho bisogno di lei.
Voglio prendermi cura di me stessa.
Voglio prendermi cura di me stessa.
VOGLIO prendermi cura di me stessa.


In questa pausa non credo di riuscire a pubblicare qualcosa sul blog, ma continuerò a scrivere, eccome se continuerò.....e poi forse vi sorprenderò pubblicanto 10 post tutti in fila, perchè ne ho di cose da dire....eccome se ne ho!!!!

Buone ferie a tutti!!!!

^__^

martedì 24 luglio 2007

domenica 22 luglio 2007

Ecco una data che rimarrà una pietra miliare nella mia vita. Anche quando non me la ricorderò con precisione, anche quando sarà passato tanto tempo.
E' stato l'ultimo giorno (ma lo dico piano perchè la sfiga è sempre in agguato) di lavoro al ristorante, l'ultimo giorno in cui A. ha dormito da me, l'ultima domenica passata insieme.
Abbiamo impacchettato le nostre cose al risto e le abbiamo riportate a casa, svuotato e spento i frigoriferi, ci siamo accomiatati dalla signora B. e dalla sua famiglia, proprio ora che è arrivata una nuova piccola nipotina. Era proprio dispiaciuta, lei che ci aiutava, e che ci rompeva (tanto) le scatole, sempre puntualmente nel momento sbagliato.......a volte ce la siamo un po' presa, spesso ci ridevamo sopra........una cara anziana signora rompiscatole. Difficilmente riuscirà a ricreare un rapporto così con altre persone. Anche M. era dispiaciuto, imbarazzato: mi ha guardata con mille cose da dire e non è riuscito ad aprire bocca.

Tra me e A. doveva essere un ultimo giorno di pace e invece abbiamo litigato, furiosamente, forse più che mai (forse perchè ci siamo trattenuti per tanto, troppo tempo). Volevo parlargli del bambino e del fatto che vorrei che lui fosse più presente nella vita di suo figlio, ma non c'è l'ho fatta quando mi ha detto che non può fare nulla di più e che se secondo me deve esserci di più, è disposto a prenderlo con lui. Mi è sembrato molto ipocrita dopo che otto giorni prima mi aveva detto che il suo obbiettivo era di stare solo e pensare a se stesso. E io odio l'ipocrisia. Io odio le bugie. E così mi sono infuriata e abbiamo discusso: gli ho chiesto di decidere che posto ha nella sua vita suo figlio, e lui ha detto che è una delle parti della sua vita, che può stare sullo stesso piano del suo lavoro e degli amici, mentre sono io che esagero a metterlo al primo posto, non è giusto pensare solo a lui, dovrei pensare anche a me stessa!! Lui che diceva che non avrebbe mai lasciato il bambino a sua madre una sera per uscire a divertirsi!! Come farebbe mai a prendere Edo a vivere con lui e continuare la vita da single che conduce ora??!?!?!?!?!?

Allora OGNI parola che mi ha detto da Natale a oggi, riguardo noi due e i nostri rapporti erano solo fandonie dette per tenermi a distanza???? Voglio sperare davvero, davvero che sia così, perchè altrimenti è uno stupido, marcio, ipocrita, e nient'altro. Mi viene da pensare che forse lo è sempre stato.
Mi viene da pensare che forse non mi ha mai amata, per davvero.
Sono davvero furiosa ancora ora mentre lo racconto.
Mi ha detto 'Vedi perchè con te non si può parlare? Alzi subito la voce! Solo che prima stavo zitto mentre ora ti rispondo!' ed io 'Potevi rispondermi anche prima, magari l'avessi fatto!'
Mi ha rinfacciato di essere cambiata dopo il matrimonio mentre lui era già così prima, ma io gli ho detto che non è vero, che se sono cambiata dopo il matrimonio e sono diventata litigiosa era eprchè prima non ne avevo bisogno, prima lui era premuroso e disponibile mentre poi è diventato assente, ed io mi sentivo sola e abbandonata con uno che pensava solo a dormire, a giocare al pc o al suo lavoro! (finalmente gliel'ho detto!!!)
Lui mi ha urlato 'E allora perchè non prendevi su e non andavi a fare un giro invece di aspettare che ogni decisione arrivasse da me?!?!?!!?' (Me l'ha detto anche lui, ed io lo so....lo so!!!!)
Non ho potuto che dire 'Lo so!!! Ho sbagliato!' (ed ora?).
Mi ha fatto molto male sentirmi dire queste cose da lui.....come rendermi conto che anche lui ha capito le stesse cose che ho capito io......quali sono stati i nostri sbagli.....
e non vuole darci modo di rimediare..............
Non ho potuto dire più nulla.
Mi sono limitata a farmi ridare le chiavi di casa e a farlo uscire una volta per sempre, ripromettendomi di togliere da casa mia ogni segno della sua presenza.
Lo devo fare ................altrimenti come posso ricominciare a vivere?







martedì 17 luglio 2007

Donne in rinascita

Questo pezzo l'ho 'incontrato' un bel po' tempo fa in giro per la rete, su qualche altro blog di donna 'in rinascita'. Oggi non mi sento molto tale, ma......è molto bello e spero che sia di buon auspicio.
Un grazie di cuore a Diego Cugia per come ha saputo guardare dentro alle donne, diciamo che potrebbe essere l'alter ego letterario di 'Quello che le donne non dicono' di Enrico Ruggeri...ma con un pizzico di allegria in più.........


Donne in Rinascita, di Jack Folla

Più dei tramonti, più del volo di un uccello,
la cosa meravigliosa in assoluto
è una donna in rinascita.
Quando si rimette in piedi
dopo la catastrofe, dopo la caduta. Che uno dice: è finita.
No, non è mai finita per una donna.
Una donna si rialza sempre,
anche quando non ci crede, anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi,
di quelle ferite da mina anti-uomo
che ti fa la morte o la malattia.
Parlo di te, che questo periodo non finisce più,
che ti stai giocando l'esistenza
in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame,
peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa,
che da come il tuo capo ti guarderà
deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno,e questo noviziato non finisce mai,
e sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te,
che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo;
che sei terrorizzata che una storia ti tolga
l'aria, che non flirti con nessuno perché
hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu,
poi soffri come un cane.
Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi
giustificare, che ti vuole cambiare,
o che devi cambiare tu
per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando
parli con le altre: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così".
E il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere,
ci hai abitato Natale e Pasqua.
In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima
ed è passato tanto tempo,e ne hai buttata talmente tanta di anima,
che un giorno cominci a cercarti
dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui
e so che c'è stato un momento che hai guardato giù
e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta:
nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
Ed è stata crisi, e hai pianto.
Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada
affollata, alla fermata della metro, sul motorino.
Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina
e hai guidato per ore, perché l'aria buia
ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato, hai parlato,
quanto parlate, ragazze! Lacrime e parole.
Per capire, per tirare fuori una radice lunga
sei metri che dia un senso al tuo dolore.
"Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre
lo stesso schema? Sono forse pazza?"
Se lo sono chiesto tutte.
E allora vai giù con la ruspa
dentro alla tua storia, a due, a quattro mani,
e saltano fuori migliaia di tasselli.
Un puzzle inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
E' da quel grande fegato
che ti ci vuole per guardarti così, scomposta
in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque,
ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti
una nuova forma per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo,
di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima.
Prima della ruspa.
Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi,
o farlo per la prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.
E' un'avventura, ricostruire se stesse. La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa,
dal colore delle tende
o dal taglio di capelli.
Vi ho sempre adorato, donne in rinascita,
per questo meraviglioso modo di gridare
al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori
o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono capire e vedere:
"Attenti: il cantiere è aperto,
stiamo lavorando anche per voi.
Ma soprattutto per noi stesse".
Più delle albe, più del sole,
una donna in rinascita è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre.
Quando meno te l'aspetti...

lunedì 16 luglio 2007

Un anno dopo......

Mi rendo conto che il week end che ci siamo appena lasciati alle spalle ha segnato un punto fermo. Scoccano i rintocchi degli ultimi giorni al ristorante. Se tutto andrà bene a settembre entrerà il nuovo proprietario e per noi si concretizzerà una parola che negli ultimi due anni e mezzo è stata solo un concetto astratto : LIBERTÀ' .
Ognuno di noi tre sarà libero di seguire la propria strada e di avere di nuovo, finalmente, qualche giorno di libertà per riposare dal lavoro e dedicarsi agli affetti e agli interessi personali. Soprattutto io e A. ce ne andremo ognuno per la sua strada....separati per davvero finalmente.....dopo un anno dalla separazione legale. Fino ad oggi nulla è sostanzialmente cambiato. lui arrivava ogni fine settimana per lavorare al ristorante e si stabiliva da me, così stava anche con il piccolo.... Io ogni volta ero nervosa e carica di aspettative, lui ogni volta nervoso ed evasivo. Il bambino strafelice di vedere suo padre. Ora anche lui inizierà a vivere la separazione trasferendosi a w.e. alterni dal papà. Farei di tutto per evitargli questa esperienza, ma non ho nessun potere di farlo. Lui ha deciso, ha portato avanti la sua decisione, continua a farlo. A un anno dalla separazione sentivo di voler fare con lui il punto della situazione: una separazione non è un divorzio....c'è tempo per capire se si vuole portare avanti o meno la separazione. Per me, e l'ho capito con molta sofferenza, è stato un errore. Ho capito tante cose, forse proprio grazie alla rottura provocata dalla separazione. Ho capito che cosa è davvero importante per me. Ora sto imparando a camminare da sola e spero che un giorno ci sia di nuovo un punto di incontro con lui.
Ma per lui non è così: lui da un anno è sereno e sta bene solo e non ha nessuna intenzione di cercare un punto di incontro.
L'ironia ha voluto che proprio in questo giorno di 'verifiche' per me, siano successe altre cose che hanno contribuito, sicuramente, a fare per davvero un 'punto della situazione'. E' venuta a pranzo la sua collega-miglioreamica che rivedevo per la prima volta dopo tanto tempo.......e complice questa visita ho capito altre cose, parlando per la prima volta da sola , da tanto tempo, a quattr'occhi con A. Ho trovato la forza di parlargli per evitare di tenermi tutto dentro e starci troppo male. Alla fine mi sentivo sollevata........abbiamo sviscerato la situazione. Entrambi desideriamo fortemente la fine di questa 'convivenza forzata': lui per evitare di stanziare da me , io per evitare di averlo vicino senza poterlo in nessun modo 'toccare'. Abbiamo riconosciuto insieme gli errori del passato...che hanno portato alla rottura del nostro rapporto....quanto dolore, quanti sbagli! Eppure tra noi c'era autentica magia......
E poi ci siamo detti le cose che ho scritto sopra: io desidero rivedere le cose e lui no. Non c'è altro da dire....se non che credo di essermi resa conto per la prima volta che lui mi mente ....1000 punti persi......decisamente la sua figura oggi mi risulta molto ridimensionata. Lo metto quasi sullo stesso piano di ........tutti gli altri uomini bugiardi e opportunisti. Per quanto possa essere patetico, per me la sincerità è un valore, nel bene e nel male. E lui lo sa.
Purtroppo questo non spegne l'interruttore del mio cuore.

mercoledì 11 luglio 2007

Una data da ricordare......

11 luglio 2007: giornata 'STORICA'.

Tanto per cominciare questa mattina ho spento la sveglia puntata ad orario assurdo come sempre (la solita sindrome di onnipotenza…..) e mi sono riaddormentata SENZA IL MINIMO SENSO DI COLPA. Mi sono svegliata tardissimo e invece di mettermi a correre per casa con le mani tra i capelli gridando (mentalmente, ovvio) ‘oddio ed ora come faccio!?!?!?!!?’ ho fatto la doccia e mi sono preparata il MIO caffè, poi ho svegliato mio figlio senza fargli fretta, gli ho preparato latte e brioche, abbiamo terminato la colazione e siamo usciti….con molta calma…..

E quindi??
R I V E L A Z I O N E ! ! ! !

I tempi di preparazione con angoscia da ritardo sono assolutamente IDENTICI ai tempi di preparazione in assoluto relax !!!!
Perché nessuno me l’ha mai detto??!?!?!?
Queste cose DEVONO diventare di dominio pubblico…..la gente deve sapere!!!!
Altro motivo, e decisamente non secondario, per ricordare la giornata di oggi è il mio Angioletto, che per la prima volta, mentre era seduto a fare colazione, mi ha detto ‘Scappa la pipì’ prima che effettivamente gli fosse scappata ……giuro che gli ho fatto ripetere perché credevo di aver sentito male….. Ammmoooorrrreeeeeeee!!!
In tutto questo frangente, sono riuscita a prepararmi un pranzo decente da portarmi in ufficio invece di scendere al solito baretto a mangiare tristemente come ogni giorno. Così ora uscirò dall'ufficio asettico e opprimente, mi piazzerò su una bella panchina nel verde e mi gusterò un pranzo di cui conosco gli ingredienti….e non tanto per la dieta quanto perché mi piace cucinare e mi piace mangiare bene e ho un frigorifero pieno di cose buone da smaltire.
E tutto questo in poco più di un’ora!!

Un’ora di vita in casi come questo sembra davvero ‘concentrata’…..o ‘dilatata’…..
................che giornata...................(^__^)

martedì 10 luglio 2007

10 luglio....

Mene sto qui, sera dopo sera, contorcendomi per la nausea dopo aver ingurgitato cibo-spazzatura che tortura il mio corpo e la mia mente, che mi costringono……sapendo che non vomiterò…..un altro modo per torturarmi e farmi del male………
Notte dopo notte resto sveglia rigirandomi nel letto. Facendo incubi non appena mi addormento.
Ho bisogno di ritrovare uno scorcio di serenità, una finestra che mi illumini la vita.
La solitudine mi pesa doppiamente. L’ho desiderata e quasi cercata ed ora ne sento tutto il peso e giuro a me stessa che non butterò mai più via l’amore di nessuno. Oggi voglio farmi forte dell’affetto di chi mi vuole bene. Non importa a che livello, quanto, con quanta intensità, ma sento l’affetto delle persone che mi stanno vicine anche solo con un messaggio o un pensiero.
Oggi mi faccio forte dei silenzi per affrontare la mia rabbia e l’incomprensione, non voglio più lottare contro i mulini a vento, voglio solo osservarli, esaminarli per smontarli mentalmente, pezzo dopo pezzo e vederli per quello che realmente sono: piccoli e insignificanti.
Oggi mi faccio forte dell’amore che c’è dentro di me per le persone che amo. Oggi riesco a rispettare le persone che amo.

giovedì 5 luglio 2007

IL PIÙ BELLO DEI MARI

" Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto. "
NAZIM HIKMET

mercoledì 4 luglio 2007

....che cos'è l'amor.......

"E’ molto difficile amare veramente.
Solo chi possiede un alto grado di consapevolezza può amare realmente.
Amare significa lasciare all’altro la libertà di essere se stesso in ogni istante del proprio cammino insieme, ed esserne capaci implica aver raggiunto una maturità interiore tale da non temere neanche il venir meno dell’affetto o dell’interesse da parte dell’amato.
Amare vuol dire desiderare la gioia del proprio amato senza porre alcuna condizione e senza aspettarsi nulla in cambio."

venerdì 29 giugno 2007

INTRO

Benvenuti nel mio libero Spazio.
Una presentazione è sempre difficile, cercherò di essere veloce.
Il titolo. L'ho scelto per le sue molteplici interpretazioni:
'Liberamente', cioè uno spazio dove ci può stare tutto, un mio racconto o una riflessione estemporanea, uno sfogo di rabbia (purtroppo capita a tutti), una poesia o uno stralcio di libro che ho letto e di cui mi sono innamorata, come la citazione da Amalia Grè, artista che amo per le emozioni che mi sa dare con le sue parole e voce. Potranno entrare nello spazio anche delle foto, cose dette da amici, considerazioni sulla cronaca, ecc, ecc, ecc.
'Libera Mente' come un'incitazione: 'Libera la tua mente!!! Lascia uscire il tuo vero IO!!!' . Questo mi fa sentire un po' come 'Oh Capitano! Mio Capitano!', come 'Avanti miei prodi'. Marciamo per l'affrancamento della nostra individualità dalla schiavitù dell'omologazione sociale e culturale!!! Vive la difference!!!
'Libera Mente' come mia identificazione: io sono e voglio essere libera.......e la nascita di questo Blog è stata prima di tutto un grande desiderio di libertà e di amore per la scrittura. Voglio sentirmi libera di raccontare e scrivere senza censure, senza preoccuparmi del parere altrui ma solo del benessere che ne traggo.
Mi sembra di essere stata fin troppo prolissa......in qualche modo dovevo iniziare......
Questa estate appena iniziata si prospetta davvero niente male..........

giovedì 28 giugno 2007

Forte respiro

.......la vita mia risuonerà perennemente di una forte sinfonia dovunque andrò mi seguirà e andando via sarà visibile una scia insieme a lei succederà che verrà eliminata la malinconia e quasi come per magia dalla tristezza verrà fuori l'allegria ..........
(Amalia Grè)