venerdì 6 marzo 2009

Mr X

Nel mio ufficio ci sono i consulenti, come me, i consulenti responsabili del gruppo (di consulenti ovviamente) e poi c’è il service manager, che supervisiona tutti i consulenti. Poi ci cono gli interni dell’azienda senza un aprticolare qualifica , ma che comunque sono un gradino sopra di noi solo per il fatto di essere interni, poi ci sono i capogruppo interni e il capo dei capogruppo e così via a salire fino al cielo....

L’altro giorno un fornitore di servizi indice una call conference per informarci di un loro passaggio di versione e degli impatti che potremmo avere. A tal fine convoca il responsabile deputato interno, che a sua volta scarica verso il suo sottomesso che scarica verso il suo sottomesso che si ferma solo eprchè è il livello base, ma in un certo senso no perchè coinvolge me e un collega, cioè le ultime ruote del carro e così ci troviamo catapultati in call conference in inglese con questo interno (che d’ora in poi chiamerò X) che non solo non è nemmeno capace di esprimere una minima cortesia ricambiando il saluto dei partecipanti, e non solo non capisce una parola di quel che gli dicono, ma non fa altro che ridere e parlare a voce alta (incurante di noi due poveri tapini che cerchiamo di capire e partecipare) con un altro collega dicendo ‘Ma che dice questo? Ma che gli dico? Ahahhahahaha’.

In questo frangente non solo mi sono sentito sottooccupata e sfruttata, ma mi sono vergognata di me stessa per sottostare a una situazione del genere senza potere esprimere quel che penso tipo ‘Stai zitto brutto ignorante che non sei altro, se non sei capace scansati e lascia fare a chi è in grado’. Inutile dire che era palpabile l’imbarazzo dall’altra parte del filo, da parte di queste persone che erano così gentili e chiare nelle spiegazioni senza avere il minimo riscontro dal lato suo. La prima cosa che mi è venuta in mente è che questo signor X così sbruffone e ignorante, ogni settimana frequenta diligentemente un corso di inglese, certamente requisito necessario per avanzamento di qualifica interno. Io che ho studato Inglese per 3 anni alle sucole medie e per il solo biennio delle superiori, mi domando cosa ci sia di tanto difficile nell’imparare a dire ‘Ok, thank you’ ‘Goodmorning’ ‘we will answer by e-mail’.........odio le persone ignoranti. No, non tutte le persone ignoranti: odio le persone ignoranti che si crogiolano nella loro ignoranza. No, non le odio, mi fanno schifo. Mr. X mi fa schifo.

lunedì 2 febbraio 2009

Vi presento il mio ufficio.......

Oggi in ufficio siamo ridotti a causa della neve. C’è un clima rilassato, forse proprio per la nevicata incombente, che fa tanto spirito natalizio e voglia di rallentare, di riprendere ritmi di vita in linea con la stagione. L’inverno è fatto per riposare: la terra riposa (almeno quest’anno, finalmente) sotto la meritata neve, gli animali riposano in letargo oppure rintanati aspettando il disgelo, le piante sono immobili risparmiando linfa ed energie in attesa del calore della primavera. Anche noi dovremmo rallentare ma non vogliamo sentirne ragione. Il lavoro deve essere costante durante ogni stagione indipendentemente dal freddo o dal caldo. Anche per me, che nella vita ho sempre sentito tanto forte il legame con la terra e la natura L.
Spesso mi chiedo cosa ci faccio qui, perché faccio questo lavoro che non mi appartiene, che non sento mio. Non posso non vedere il marcio che mi circonda.
Qui , nella scrivania di fianco, ci sono persone che adorano questo lavoro, che si divertono, si sentono anche potenti nel fare quello che fanno. C’è il ragazzino ventenne che si sente un grande e tratta tutti dall’alto al basso: esegue solo le attività che gli piacciono sbolognando quelle rognose. C’è il manager cinquantenne che in nome del risultato non guarda in faccia a niente e nessuno. C’è il neolaureato che vuole fare carriera nel minor tempo possibile, c’è il consulente quarantenne , su piazza da troppo tempo senza una promozione, che si trascina in ufficio solo per poter avere lo stipendio a fine mese , se con tanti straordinari ancora meglio quindi si attacca ad ogni cavillo legale del proprio contratto pur di spremere il più possibile dal datore di lavoro (che dal canto suo fa la sua bella parte!). Ma la categoria che mi diverte maggiormente, sono i ‘capetti’, sia consulenti che clienti, cioè uomini tra i 30 e i 35 anni , con una posizione di ‘focale’ cioè di responsabile di uno o più prodotti nei confronti di un superiore. Questi sono fantastici, divertenti, perché se da un lato vogliono cercare di proseguire la loro carriera interna nell’azienda, dall’altro vogliono al di sopra di tutto pararsi il culo in caso di problemi , e da qui la pratica dello scarica barile oppure, ancor meglio dell’arte del ‘non intraprendo decisioni se non sono obbligato a farlo’. Come terza ‘faccia’ di questi personaggi, c’è il loro atteggiamento nei confronti dei fornitori, cioè i consulenti come la sottoscritta: pezze da piedi. Sono generalmente persone con una cultura medio bassa, abiti griffati, l’ultimo modello di cellulare e almeno un paio di passatempi costosi. Di solito viaggiano su una volkswagen, preferibilmente una Golf.

mercoledì 21 gennaio 2009

Quello che sono

La mia vita in fondo oggi mi va bene così com’è.
Sono indipendente, autosufficiente.
Sono in salute, mi diverto, amo e sono riamata.
Sono single, vivaddio!
Ma c’è qualcosa che mi infastidisce, qualcosa che non riesco a sopportare ogni giorno della mia vita. Una cosa insostenibile. Altrimenti non si spiegherebbe la continua voglia di fuga (anche attraverso le abbuffate) , la stanchezza esagerata, la non voglia di andare avanti. Credevo fosse il viaggio in auto di ogni giorno per recarmi al lavoro.
Invece non è quello. Credo di essere arrivata alla conclusione, mio malgrado, e con tutto il rincrescimento del caso, che si tratti dell’ufficio. Non resisto nel restare qui seduta, inchiodata alla scrivania, fingendo di interessarmi a un lavoro che non mi interessa affatto. E’ ancora più brutto perché mi rendo conto di stare sputando nel piatto in cui mangio, ma non posso farci niente. È come un fremito che mi percorre mentre me ne sto qui seduta. Non posso immaginare che continui così per tutta la vita, per ancora 20 anni o più. Le mie gambe soffrono a restare ferme , io soffro nel non passare il mio tempo a fare le cose che davvero mi piacciono: leggere e scrivere per esempio, trarre considerazioni dalla lettura dei quotidiani , informarmi sulle novità e ascoltare musica. Cercare di imparare cose nuove. Sono scostante, ho degli atteggiamenti schizofrenici perché poi non riesco nemmeno a dedicare appieno la mia attenzione alle cose a cui vorrei dedicare attenzione. Mi metto a scrivere ma subito perdo il filo e mi annoio. Non mi interesso a niente realmente perché so che non riuscirei a fare nulla veramente. In questo periodo la cosa che mi fa davvero soffrire è chiudermi in ufficio per sei ore al giorno. Il part time non basta a lenire la sofferenza anche se è diminuita rispetto a quando lavoravo a tempo pieno. Mi ripeto che forse nella vita non ho ancora trovato la cosa che riesca davvero a interessarmi, ad avvincermi continuamente e non solo per un breve periodo. È anche vero che questo lavoro ormai lo faccio da 10 anni e non è poco, anche se quasi ogni anno ho cambiato mansioni, cliente, colleghi. Eppure mi è insostenibile. Vorrei avere questo tempo per me, per fare le cose che mi piacciono. Forse posso in fondo, ritagliando i minuti, le ore , all’ufficio tra un’attività e l’altra per fare la cosa che davvero mi fa stare bene: scrivere. Devo smetterla di ingannare me stessa trovando mille scuse per non farlo, dalla stanchezza alla mancanza di tempo, alla mancanza di idee, all’incapacità di seguire il filo se mi interrompo, alla mancanza di una bella scrivania da scrittore dove lasciare sempre acceso il mio pc in attesa che l’ispirazione mi colga per riversare tutto senza remore. Niente è facile, ogni risultato è una conquista, fosse anche solo scrivere una parola al giorno. Devo darmi una regola e una disciplina e quando non posso devo imparare a prendere appunti delle idee che mi vengono. Già ora mentre sto scrivendo questo cumulo di sciocchezze, sono felice. Mi sento più rilassata. Forse non ne farò mai il mio mestiere, ma mi farà davvero tanto bene. Se pubblicherò e chi leggerà penserà ‘la solita lagna’ non mi interessa. Sono una lagna il più delle volte, sono una rompiballe e tendo a piangermi addosso. Non mi interessa. Per mille lagne che faccio forse esce un pensiero buono e forte e tra mille e mille lagne son riuscita a fare nella vita ciò che tante altre persone non hanno il coraggio e la forza di fare. Sono fatta così, non posso farci nulla. Non mi interessa quello che sono ma quello che voglio diventare.

venerdì 16 gennaio 2009

Ora vi racconto.......



Anno nuovo vita nuova, invece io sono ancora nel vecchio ufficio, presso il vecchio cliente.
Con l’inizio dell’anno nuovo ho compiuto proprio un anno qui.
Questa cosa ha dell’incredibile.
Penserete forse che è per via dei tempi che corrono e dello spettro del precariato ?
Nooooo
Forse perché un consulente come me solitamente segue progetti di durata minore?

Nooooooo
La stranezza di questa lunga presenza è dovuta proprio al luogo, all’ambiente. Quando arrivai qui un anno fa mi dissi che sarei riuscita a resistere solo pochi mesi prima di scappare in un modo o nell’altro. Invece ho resistito e devo dire che seguendo la regola dell’adattamento della specie, mi sono abbastanza adattata a sopravviverci qui, e ho anche trovato un certo diletto nell’osservazione degli esemplari che mi circondano, miei colleghi o clienti.

Non riuscireste mai a credere quale campionario di umanità mi circonda.




venerdì 2 maggio 2008

Mi sento davvero una mamma single adesso.
E se devo dire la verità, l’idea mi piace……mi sento molto orgogliosa di me. Soprattutto di come ho affrontato con dignità un periodo economicamente difficile, ma anche di come sono riuscita a migliorare le condizioni di vita di mio figlio negli ultimi sei mesi, di come mi sento più padrona della mia vita. Lavorare part-time è una gran cosa, soprattutto se sei una mamma single. Dalle nove alle tre orario continuato. L’ideale per fare combaciare le mie ore di lavoro con l’orario della scuola materna. Sarebbe bello se ogni mamma potesse avere questo orario di lavoro. Io sono davvero fortunata. Si, devo proprio ammetterlo, nella vita io sono stata veramente molto fortunata.

Facciamo che...........


Facciamo che mi son presa una pausa con la scusa di non riuscire ad accedere….


Facciamo che mi son presa una pausa finchè i miei capelli non sono ritornati ‘normali’.


Facciamo che non ho scritto perché non avevo niente di interessante da scrivere.


Facciamo che è passata davvero una montagna di tempo ed ora mi sento più libera.

Se qualcuno passasse di qui e per caso leggesse il mio blog, sarei felice di sapere come fare per farlo leggere a qualche persona in più……
(Accetto suggerimenti su come fare per attirare qualche nuovo amico)

venerdì 28 marzo 2008

Il Mestiere di Scrivere

Dopo mesi e mesi eccomi che provo a postare un intervento sul mio Blog. Mi manca questo spazio, ho voglia di darmi da fare ma dal nuovo ufficio mi è difficile avere il tempo e il modo di farlo (maledetti protocolli di sicurezza). Voglio ricominciare segnalando il link di un Blog che ho scoperto per caso e che mi sembra estremamente interessante perchè vede lo scrivere non come un fatto istintivo e passionale, cioè come l'ho sempre visto io fino ad ora, ma come un lavoro, come un qualunque altro mestiere che si può fare per guadagnarsi da vivere. Perchè non ci ho mai pensato? Perchè la mia educazione mi ha impedito di credere che ci si possa mantenere praticando una di quelle attività che vengono definite come 'arti'? Ho sempre visto il suonare, lo scrivere, il cantare, il danzare come un'arte e non come un possibile mestiere, e quindi se non sei dotato di un talento sprannaturale non ti ci mettere nemmeno altrimenti non ce la puoi proprio fare. Beh, certo ci vuole una dose di talento, ma sicuramente ci vuole anche tanto , tanto lavoro, come per ogni altra attività.

Consiglio a chiunque la lettura del Blog di
LUISA CARRADA

http://mestierediscrivere.splinder.com/

Corsi e ricorsi storici.....

Stavo rivedendo i post di 10 anni fa, quando ho iniziato questo blog: tanto dolore, un senso di fallimento totale per la fine del mio matrim...