venerdì 24 agosto 2007

13 luglio 2007

Eccomi qui.....è passato un anno.
Un anno da quando tu mi hai detto 'forse è meglio che ci separiamo così ognuno si fa gli affari suoi'.
Un anno da quando abbiamo preso la decisione di separarci.....
Io voglio fare il punto della situazione, credo che sia giusto farlo. E' stato un anno pesante, difficile, lunghissimo.......sono successe mille cose........
Ho provato a scriverti mille volte prima di allora, nell'anno precedente, dopo averti confessato il mio tradimento in quella maledetta sera su al ristorante. Ho provato mille volte a scriverti per spiegarti cosa fosse succcesso, cosa mi stava succedendo , perchè l'avevo fatto, quanto soffrivo per averti fatto soffrire, a te che non te lo meritavi. ma ogni volta che ci provavo poi tutto falliva miseramente, e forse avrei dovuto insistere nonostante i tuoi silenzi, avrei dovuto continuare.....ma la mia insicurezza mi bloccava.
Ho provato a scriverti ancora mille volte dopo quella decisione.....dopo quel maledetto 13 luglio in tribunale quando la mia scelleratezza ha toccato il fondo firmando per la mia libertà quando assolutamente dentro di me non lo volevo: ora lo so perchè quel giorno stavo male, tanto male, ma non capivo perchè stavo così male. L'ho capito solo dopo, grazie all'aiuto di una persona capace di lavorare con il dolore, solo dopo.....quando è iniziata una nuova fase della mia vita......dopo il dolore immenso che ho provato il giorno che ti ho visto partire per le vacanze con nostro figlio e ti ho ferito con tutta la disperazione di qualcuno che si sente affogare e non ha appigli........ quel giorno sono stata molto dura con te, ti ho detto cose terribili: lo so bene e me le ricordo, credo che non le dimenticherò mai. Mi dispiace molto averti ferito ma......ero esplosa. Era esploso il dolore, la rabbia, la solitudine, l'amore, l'abbandono, la verità: amavo te e amavo mio figlio. Voi due al di sopra di tutto e di tutti. Ora il mio cuore l'aveva capito......restava il problema di spiegarlo a me stessa.....e a voi.......
Da allora. Era troppo tardi. Eravamo già stati in tribunale, avevo già firmato la mia condanna di separazione da chi amo. Certo, non da E., lui sta con me e sarà così sempre. Ma tu no.
Dopo aver preso coscienza di amarti ancora mi son detta che il tempo mi avrebbe aiutata, insieme alla terapia psicologica, a cambiare e a rimettere le cose a posto...ho pazientato ed ho iniziato a tentare di scriverti, in un quaderno, le mie riflessioni. Te l’avrei dato per Natale, e forse ti avrebbe aiutato a capire cosa mi era successo e a rivedere la tua idea. Ma non sono riuscita ad andare oltre le prime pagine perchè vedevo che con il passare del tempo le cose tra noi comunque peggioravano...eri sempre più distante......forse frequentavi altre donne.....mi avevi completamente esclusa dalla tua vita. Ho deciso di parlarti, da persona adulta quale dovevo essere, invece di scriverti. Ma io non sono brava a parlare e il discorso che ne è uscito quando ti parlai a inizio anno era un po' goffo mentre ti chiedevo di darmi una possibilità......ancora una possibilità.....e tu che cadevi dalle nuvole, non volevi saperne, mi dicevi 'eh no.....ormai abbiamo preso la decisione di separarci ed è una cosa importante' come se fosse la tua firma o quella del giudice un valore da onorare....indissolubile, un muro tra noi che non si poteva proprio intaccare. Invece io ci credevo, ho creduto che potesse esserci una via ricominciando ad uscire insieme, a vederci, sono venuta fino a Torino solo per passare un paio d'ore con te, soli, lontano da lavoro e impegni e un figlio che monopolizza l'attenzione. Un paio d'ore scavate a fatica tra lavoro, casa, figlio, stanchezza, tutti i km che faccio ogni giorno......e lo rifarei oggi e domani ancora. Per me una separazione non è una cosa indissolubile......in effetti non lo è.
Sono passati mesi e mesi da allora......ho provato a parlarti ancora un paio di volte: la prima volta hai creduto che usassi nostro figlio per smuoverti e riportarti verso di me e la cosa mi ha ferita e non poco perchè credo che tutto si possa dire di me ma non che sono impocrita e calcolatrice. Ti ho detto che volevo ritornare con te da sempre, da prima del tribunale e già allora tu mi dicesti che pensavi che io lo facessi per non dover rinunciare alla sicurezza economica che tu mi davi (impossibile, visto anche che praticamente mi mantengo da sola da quando viviamo separati.....più di due anni ormai), poi hai creduto che lo facessi per convenienza facendo leva su nostro figlio....ma che persona credi che io sia? Non mi conosci più? Non ti ricordi nemmeno chi sono? Sono Jo, la donna che ti amava tanto da precipitarsi a Torino per stare due ore con te in ospedale senza nemmeno poterti abbracciare decentemente perchè eri impiastrato di creme curative. Sono la Jo che si è presa cura della tua malattia ogni volta che ne hai avuto bisogno, che ti ha incoraggiato portandoti a reggio emilia per una visita, che ti ha appoggiato quando hai cambiato lavoro e iniziato questa vita straimpegnata da manager, che ti ha aiutato a comprare la moto dei tuoi sogni ben felice di farlo, che per anni ha cercato lavoro a Torino per poter venire a vivere nella tua città (puoi crederci o no, ma è così: rinunciai solo perché vedevo che non riuscivo a trovare un impiego).
L'ultima volta che abbiamo parlato, al telefono, finalmente hai tirato fuori tutto: non mi ami più e non metti nemmeno in conto l'idea di un tentativo con me perchè hai sofferto troppo e non vuoi più rischiare. Ti ho fatto soffrire...ti ho ferito enormemente.......
Io credo che un animale ferito scappi nella tana e non ne esca finchè le ferite non sono guarite. Io credo che un animale ferito pianga....urli......diventi cattivo, pericoloso.
Tu non vuoi più parlare e confrontarti, perchè mi dici che ormai è passato del tempo, ma io credo che non sia passato tanto tempo....un anno....due anni....non sono nulla nella vita di una persona.....
Io penso che l'errore che entrambi abbiamo commesso sia stato quello di non parlare al momento in cui i fatti sono accaduti.....dua nni fa.....un anno fa...... Il mio errore è stato sicuramente quello di assecondare i tuoi silenzi. Il silenzio ingigantisce i prolemi, li moltiplica, crea incomprensioni, distanze, e noi non avevamo bisogno di altra distanza avendo già quella fisica tra di noi. Il resto l'ha fatto il maledetto (non lo maledirò mai abbastanza) ristorante che ha deteriorato i nostri rapporti in un momento tanto delicato. Avevamo appena avuto un bambino e questo è un cataclisma che mette in pericolo almeno un matrimonio su due, inoltre ci siamo tolti il tempo per stare soli, la nostra intimità, il riposo, la serenità......siamo solo due esseri umani, come potevamo affrontare tutto questo ed uscirne vincenti??? Tu ti sei allontanato sempre di più......le telefonate sono diventate sempre più brevi.....ed io mi sentivo così tanto sola. Sola ad affrontare il ciclopico compito di essere madre, di cercare di tornare ad essere una donna, di emanciparmi dalla mia famiglia che mi opprime, di capire cosa ero diventata e così mi sono persa. Ho perso me stessa perchè non ero in grado di affrontare da sola tutto quello che mi stava davanti.
Non è una giustificazione, non vuole esserlo. I sensi di colpa che ho per quello che ho fatto mi accompagnano e mi accompagneranno con o senza il tuo perdono e la tua comprensione. ci devo fare comunque i conti io. Serve solo a spiegarti cosa è successo. Lo faccio con due anni di ritardo.....beh meglio tardi che mai, e così almeno non avrò lasciato nulla di intentato, non voglio lasciare nulla di non chiarito di non detto , di non tentato. Io sono così: sono sincera e non ho paura di assumermi le mie responsabilità e non ho paura di esprimere quello che sento. Ed io sento che ti amo. Anche se provo a convincermi che doveva andare così, anche se cerco di pensare che forse è meglio così, anche se ho mille difetti e tu duemila, continuo a provare quello che provo e non posso non ascoltarlo. Ti penso in continuazione e ripenso ai mille momenti belli passati insieme. Ripenso alla foto ridicola che ti avevo fatto affacciato dalla porta del bagno con la faccia assonnata. Ripenso alle prime settimane di vita di Edoardo quando lo facevamo addormentare insieme ogni sera nella culla improvvisata con la carrozzina. Ripenso a te in discoteca che mentre balli apri la camicia e sotto c'è la maglietta con Taz... Ripenso alle vacanze in grecia e alla cena sulla spiaggia, a quando abbiamo fatto l'amore in mare, all'arrivo nell'aeroporto surreale. Ripenso alle tue improvvise passioni per i rollerblade, ai week end con moto e tenda che regolarmente finivano sotto l'acqua, alle giornate passate a cucinare per gli amici o i parenti, agli aperitivi con Edoardo nel passeggino. Questa poteva essere la nostra vita.....potrebbe esserlo ancora. Non eravamo perfetti....non lo siamo.....siamo umani. Io sto cercando di migliorarmi e lo stai facendo anche tu. Forse tutto questo ci è servito per capire cosa sbagliavamo e correggerci. certo è grave, è una cosa grossa. ma io credo....io sento.....che noi ci vogliamo ancora bene. Che tu mi vuoi ancora bene. Lo so, lo sento. Sento che hai paura. Hai paura di riprovare con una persona con cui una volta è andata male. Hai paura di riprovare e che tutto salti all'aria ancora tra qualche anno. Quanti? 2? 3? 5? 10? 20? Non possiamo saperlo. E se saltasse tutto tra 20 anni? Non ne sarebbe valsa comunque la pena? Sarebbero stati 20 anni felici. Io so che una seconda separazione sarebbe ancora più dolorosa, ma so anche che siamo cambiati, che possiamo stare molto bene insieme se solo ce ne diamo l'opportunità. Io credo in noi due.
Abbiamo così tante cose in comune!! La pensiamo allo stesso modo in politica....ci appassioniamo per una novità tecnologica, per una nuova canzone, per un libro, per un film, un viaggio. Quanti viaggi volevamo fare insieme? Facciamone uno insieme, noi due soli, o con E., andiamo da qualche parte insieme per fare una prova. Abbiamo gusti in comune per un sacco di cose, tra cui per le persone. Ci piacciono le persone vere, oneste, sincere, ridicole, odiamo gli ipocriti e i falsi.
Ricordo il nostro primo incontro......il 13 febbraio......lo ricordo minuto per minuto. Una giornata indimenticabile che poteva rimanere semplicemente una bella giornata indimenticabile.....e invece è stata magicamente l'inizio di tutto, l'inizio di un rapporto meraviglioso in cui più ci conoscevamo e più stavamo bene insieme......
Sei sempre stato molto premuroso con me, forse anche troppo….ma tu sei così, è la tua indole. Sei premuroso con tutte le persone a cui vuoi bene…..lo sei ancora oggi con me nonostante tutto. Ma è anche vero che non sei esattamente una persona influenzabile, tutt’altro. Sei testardo e chiuso e prendi le tue iniziative da solo. Per tanto tempo ho creduto di essere stata io a renderti troppo servizievole con me e troppo ‘legato’, ma ora mi rendo conto che era la tua volontà a portarti verso quella specie di dipendenza esagerata. Forse avremmo dovuto discutere di più per conoscerci meglio ma entrambi per indole e per trascorsi personali non abbiamo mai amato le discussioni così i silenzi hanno scavato dentro di noi. Tacevamo per renderci felici a vicenda e ci sentivamo ogni volta più soli. Ma all’inizio non era così. Forse avremmo dovuto aspettare più tempo prima del matrimonio. Sicuramente non avremmo dovuto buttarci nell’impresa del ristorante. Ma ora è finita, ora torneremo ad una vita più normale. Possiamo parlare…..se vogliamo farlo.
Ma tu non vuoi, continui a dire che è passato del tempo. E’ vero, è passato tempo, forse tanto, ma domani sarà passato ancora più tempo……eppure quello che provo non è cambiato nel tempo, non cambia…..quindi oggi scrivo per non aspettare ancora di più.

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